L’Arsenale di Venezia, restituito alla città per finta

ultimo aggiornamento: 22/02/2015 ore 09:35

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L'Arsenale di Venezia, restituito alla città per finta

Arsenale, a chi andrà la sua gestione? Il Comune vorrebbe assegnarlo – o lo ha già assegnato, non si capisce bene, – alla Biennale, ma quattro associazioni si sono già mosse perchè “l’atto sarebbe illegittimo”.

Già alcuni mesi fa Italia Nostra, Ambiente Venezia, Ecoistituto e Venezia cambia 2015, avevano diffidato il commissario Zappalorto e la giunta ad intervenire in merito, ma da l’altro giorno, quando è stata formalizzata la delibera per la proroga della concessione dello spazio alla Biennale, le associazioni sono ritornate alla carica.


Mancherebbe solo l’approvazione della giunta comunale, ma i quattro gruppi contrari alla privatizzazione del Giardino delle Vergini hanno presentato ieri alla Procura della Repubblica e alla Corte dei Conti, un esposto in merito.

Nella documentazione è descritto il Piano 2001, che destinava il Giardino delle Vergini a “standard pubblico”, ma si parla anche del passaggio di proprietà del complesso monumentale, dal Demanio al Comune, con le numerose richieste di associazioni e comitati, fatte proprie dalla giunta Orsoni e poi dal governo dei commissari.

Era stato anche presentato un progetto, direttamente dal Forum delle associazioni Arsenale di Venezia, che prevedeva la sua apertura alla città con l’ingresso da nord (la Tesa 105 è stata restaurata) e uno da sud, attraverso il Giardino delle Vergini. L’amministrazione comunale invece, vorrebbe che rimanesse alla Biennale per poterlo destinare a spazio espositivo.


Oggi la revisione degli spazi è affidata alla Tethis, una società del Consorzio Venezia Nuova e al Cnr, la sede del Consorzio. Le Tese invece sono state restaurate dal Magistrato alle Acque, alcune delle quali utilizzate da Vela e dal Comune per eventi e spettacoli. Assieme ad esse, le Corderie e le Gaggiandre, sono state concesse alla Biennale, così come il Bacino e il Giardino delle Vergini.

Le associazioni però, chiedono ora un cambiamento e gridano a gran voce: “l’Arsenale di Venezia va aperto alla città”.

Redazione

[22/02/2015]

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