La vita a rovescio – L’importante storia di Caterina Vizzani

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la vita a rovescio

Quante volte si dice, “mettersi nei panni di un altro” per capire meglio il suo punto di vista? Caterina Vizzani ha dovuto farlo per forza di cose, perché nel ‘700 essere una donna che vuole di più di un matrimonio e di accudire la casa e che, soprattutto, vuole amare una donna, non era certo semplice. Ed è così che “La vita a rovescio” di Simona Baldelli, edito da Giunti, ci porta a conoscere una storia importante quanto sconosciuta quella appunto di Caterina, divenuta Giovanni per realizzare il sogno di amare la sua Margherita, di poterla sposare, mantenere e vivere con lei il lieto fine tanto agognato da Bradamante e Fiordispina. Un viaggio che porterà la protagonista tra mille avventure, inganni e cambiamenti radicali.

Giunti dopo aver edito il libro di David Ebershoff, “The Danish Girl”, ci permette di esplorare un altro mondo “al rovescio” e un percorso al contrario rispetto a quello compiuta da Einar, poi diventato Lili Elbe. Qui Caterina vive in un’altra epoca, è una donna passionale, che fin da piccola sa cosa vuole e sa che per prenderselo deve fare tutto quello che può, anche fingersi chi non è. Ma è davvero un fingersi o è di più un scoprire se stessi, la propria natura?

“This is a man’s world” cantava James Brown e così è sempre stato e solo negli ultimi anni si sono visti dei passi avanti che hanno scosso la coscienza di molte donne, che combattono giornalmente per dei diritti e per delle situazioni che troppe volte diamo per scontati. Per questo la voce di Simona Baldelli è ancora più importante.

Nel raccontare una storia d’amore sofferta quanto appassionata, l’autrice compie un passo ulteriore portando i lettori ad una riflessione molto più ampia su cosa voglia dire essere donna. Guardando al passato, infatti, si può riflettere sul presente e su quanta strada ancora ci sia da fare.
Sì perché le donne quanto gli uomini descritti dalla Baldelli in un’opera meravigliosa che ci racconta il 1700, non sono poi così distanti da uomini e donne di oggi: maschi che si credono superiori («Credi che una ragazza possa mandare avanti un’attività come quella?»), donne che accettano la loro condizione ‘inferiore’ e anzi ne sono contente («Una donna sola è stupida e inutile […] Esistiamo solo perché gli uomini possano osservarci, ammirarci. Una donna senza un uomo è meno di niente» e donne che invece, come Caterina, combattono per avere qualcosa di più («Io posso fare tutto quello che fa un uomo»). Se ci pensate in alcuni luoghi, in alcune situazioni, troviamo elementi simili anche nella nostra società super moderna.

La vita la rovescio è un inno alla diversità che diventa assolutamente normalità, come dovrebbe essere, è un inno al credere in se stesse e combattere per poter vivere quello che si sente senza la paura di essere giudicati, è un inno all’amore e alle donne, al cuore e all’affetto che dovrebbe venire prima di tutto, prima di qualsiasi obiezione, critica. Perché poi, alla fine, è tutta una questione di punti di vista: quello che ci sembra storto, come viene narrato nelle prime pagine, man mano che proseguiamo diventa dritto, perché Caterina entra nel nostro cuore, perché il suo amore con Margherita ci sembra la cosa più naturale del mondo e perché dopo più di 500 anni il nostro mondo può far realizzare il sogno di Bradamante e Fiordispina, perché, in fin dei conti, non c’è niente di più dritto di un amore che non fa male a nessuno.

Sara Prian

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