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mercoledì 04 Agosto 2021

La Lista di Lisette, la vita può essere un capolavoro

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la lista di lisette

“Mi chiesi se, oltre a quello che fa di un dipinto un capolavoro, non dovessi riflettere anche su quello che fa di una vita un capolavoro”

Vita come, arte come vita. Costruire la propria esistenza a piccoli pezzi come se fosse un quadro, vederla distrutta e poi rimessa insieme, dettaglio dopo dettaglio. Ma cosa fa di un libro un capolavoro? Susan Vreeland con il suo La lista di Lisette, edito da Neri Pozza, ci arriva vicina, portandoci in un mondo bucolico, nella provenza degli anni della Seconda Guerra Mondiale, dove, attraverso le pagine, si può respirare il profumo degli alberi in fiore e della lavanda, di persone autentiche che conoscono il valore dell’amicizia e dell’amore.

È il 1937 quando Lisette giunge a Roussillon, un villaggio della Provenza appollaiato in cima a una montagna, con le case dai colori armoniosi che si inerpicano fino in vetta e sembrano abitate da elfi, fate e cantastorie. Vent’anni, e nel cuore la speranza di un apprendistato alla galleria d’arte Laforgue di Parigi, Lisette approda nel villaggio con l’animo tutt’altro che incline all’idillio. André, il marito, ha deciso di abbandonare la capitale e trasferirsi in quel borgo sperduto perché il nonno, Pascal, gli ha chiesto aiuto a causa della sua cagionevole salute. Per andare in suo soccorso, André ha rinunciato al prestigioso ruolo di funzionario nella Corporazione degli Encadreurs, l’associazione dei corniciai parigini, e Lisette al suo anelito d’arte. A Roussillon, però, i due non si imbattono affatto in un anziano malandato e in fin di vita, ma in un aitante ottantenne in evidente buona salute. Pascal mostra a Lisette e André la ragione vera del loro arrivo a Roussillon: sette dipinti appesi alle pareti che raffigurano casolari di campagna, campi con montagne sullo sfondo, fanciulle, nature morte, teste mozzate. Sette quadri che lasciano Lisette a bocca aperta. Diventeranno la «lista di Lisette», i dipinti che la parisienne proteggerà quando, scomparso Pascal e perse le tracce di André, il rombo dei cannoni nazisti cercherà di zittire ovunque la civiltà e, in ogni città e contrada d’Europa, le SS, su ordine di Goering e Goebbels, si daranno al saccheggio e al furto di migliaia di opere d’arte.

In Susan Vreeland c’è un amore intenso per l’arte così come per l’esistenza e questo traspare dalle pagine con forza, coinvolgendo il lettore pagina dopo pagina. Ci si trova, infatti, immersi in una realtà distante dalla nostra, ma che, nonostante questo, coinvolge e ti assorbe portandoti lontano, con la mente, con il cuore, ma anche con il resto dei sensi.

Sì perché La lista di Lisette metto in moto anche il nostro olfatto, grazie alle descrizione dettagliate degli oggetti come dei paesaggi, il nostro cervello riesce completamente a trasportarci accanto alla protagonista, ad assaporare le sue sconfitte e le sue vittorie.

Con la mano della Vreeland siamo condotti lì dove si nascondono i cuori spezzati dalla guerra, lì dove l’amore è l’unico collante a tenere insieme tutto a far rinascere una nuova primavera, reale e dello spirito.

I personaggi sono irresistibili e si ama e si soffre con Lisette come se facessero parte del suo universo, tanto che, arrivati alla fine, ci si sente come se avessimo fatto le valigie e dovessimo lasciare un luogo che ci ha tolto e dato tanto. Per un lettore La lista di Lisette sono oltre 400 pagine di goduria letteraria che emoziona nella sua semplicità, regalandoci più di un universo dettagliato e completo, al quale è impossibile resistere.

Sara Prian

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