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giovedì 21 Ottobre 2021

La carne italiana: l’importanza della filiera e del percorso della carne

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Il crollo della domanda interna di carne nel corso del 2020, dovuto alle chiusure del settore Horeca, ha riportato sotto ai riflettori la questione dell’etichetta Made in Italy per quanto riguarda la filiera agroalimentare, compresa quella delle carni trasformate, cioè dei salumi. Ancora troppo spesso viene sottovalutata e/o non compresa a pieno l’importanza della filiera e il poter conoscere, nel caso dei salumi, sia l’origine del prodotto finale che della materia prima (la carne con cui è fatto).
Per capirci: se è vero che un capo di abbigliamento Made in Italy rimane tale anche se la stoffa proviene da fuori confine e nessuno si sognerebbe di metterlo in dubbio; nel settore agroalimentare la questione è decisamente diversa e il consumatore ha pieno diritto e il dovere (per la sua salute e quella dei suoi cari) di avere tutte le informazioni del caso, anche perché solo relativamente alle carni prodotte in Italia (dall’inizio alla fine) è possibile avere determinate garanzie di qualità e sicurezza.

La filiera produttiva: questione di qualità e sicurezza
Ogni Italiano attento a quello che mangia desidera rifornirsi da una filiera che sia controllata in ogni suo passo, dall’allevamento al prodotto finito, in modo da avere non solo la garanzia di portare in tavola carne fresca, gustosa e genuina, ma anche di consumare qualcosa di sicuro e naturale. Questo è importantissimo per il nostro benessere, perché se il cibo è contaminato o contenente chimici dannosi, i pericoli per la salute si faranno sentire presto con tossinfezioni o, in alcuni, casi anche tardi a distanza di anni, con malattie croniche gravi.
Come si può avere garanzia di una filiera carne di questo tipo? Innanzitutto rivolgendosi a rivenditori che scelgono di rifornirsi a livello locale, così da aver la garanzia che hanno potuto controllare in prima persona il percorso della carne dall’origine alla vendita al consumatore; e in secondo luogo dando importanza all’etichetta. Essa è fatta infatti per assicurare il rispetto di una serie di misure messe in atto allo scopo di ridurre i rischi per chi consuma gli alimenti. Questi sono quindi controllati dalle autorità in modo continuo con metodologie di analisi evolute, utili a svelare eventuali anomalie.

Il percorso della carne italiana: come funziona
La filiera della carne comincia dall’allevamento degli animali. Gli allevamenti possono essere di vario genere in base alle risorse economiche e territoriali, ma anche al tipo di specie. Gli allevamenti intensivi si basano sull’impiego di tecniche industriali e scientifiche che hanno lo scopo di ottenere la massima resa con un dispendio minimo di spazio e costo. Quelli estensivi, invece, sono tipologie di allevamento più semplici, tipici dei contesti rurali. In questo caso gli animali vengono gestiti con modalità che si avvicinano di molto alle condizioni di vita naturali, utilizzando tutto lo spazio utile e le risorse naturali a disposizione.
È chiaro che questa seconda tipologia offre di norma più garanzie poiché gli animali vivono in condizioni migliori, sono più forti e vengono maggiormente rispettati. È per questo che si tratta di carne sicuramente più sana.

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