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juventus real madrid non difende ma attacca

Massimiliano Allegri aveva ammesso che con la vittoria sul Genoa il campionato era virtualmente vinto. Personalmente eliminerei il “virtualmente”, il sesto Scudetto consecutivo è realtà da molto, molto tempo.

Inutile nascondersi, anche gli anti juventini devono ammetterlo: i bianconeri sono la squadra più forte in assoluto. In Italia e probabilmente lo diventeranno anche in Europa. Immagino ora i tifosi della Vecchia signora fare tutti gli scongiuri del caso ma delle quattro semifinaliste credo lo sia davvero.

Miglior difesa, un Dybala stratosferico e un gioco magari non appariscente ma decisamente funzionale.

La vittoria del Barcellona in casa del Real Madrid ha confermato che il valore della vittoria juventina è stata decisamente grande.

Solitamente quando una squadra italiana vince contro una grande straniera, la reazione generale del web va in una unica direzione: ha vinto perché gli avversari non sono più quelli di una volta.

Si, si può leggere di tutto, dal fatto che i Barcellona è ormai una ex squadra composta da giocatori vecchi al Messi è oramai sul viale del tramonto. Non si riesce mai ad ammettere la realtà dei fatti, la forza della squadra.

Questa Juventus rientra probabilmente tra le più forte di sempre. In campionato lo sta dimostrando da anni con un dominio incontrastato cui nessuno sembra poter mettere fine.

Sarà interessante vedere come le avversarie si comporteranno il prossimo anno, dato che tutte subiranno importanti cambiamenti, forse tranne il Napoli.

Le maggiori preoccupazioni sono destate dalle due milanesi, che rischiano di restare fuori dall’Europa e con squadre e “progetti” completamente da rifare.

Chi è messa meglio è decisamente l’Inter, la rosa a disposizione non è malvagia e in caso di cessioni il materiale che può interessare ad altri club esiste.

Joao Mario, Murillo, Icardi, Peisic e altri, hanno mercato, ciò che è da capire è la volontà della dirigenza nei confronti di Stefano Pioli.

Non arrivare almeno in Euro-league sarebbe un fallimento e il calo delle ultime partite potrebbe essergli fatale.

Ciò che Suning e soci dovranno però tenere in considerazione è l’ottimo lavoro con giocatori non scelti da lui e soprattutto sfiduciati dai molteplici cambi di allenatore.

Alla fine difficilmente Pioli resterà, non ha quel sex appeal o physique du role dell’allenatore di grido. E purtroppo questo conta nel calcio di oggi.

La nuova dirigenza milanista invece, dovrà cominciare con un “duello” all’ultimo milione con Mino Raiola per il rinnovo del portiere Donnarumma.

I cinesi non possono presentarsi rischiando di perdere il portiere italiano su cui si baserà la Nazionale Italiana nei prossimi vent’anni.

Oltre a Donnarumma però, da salvare resta ben poco, Locatelli, Suso e Deulolofeu. A questi devono essere affiancati almeno quattro o cinque giocatori di esperienza. Non intesi come faceva Galliani, cioè ex giocatori a parametro zero.

In fine la Roma che dopo aver praticamente ingaggiato il nuovo direttore sportivo, nella figura di Monchi (ex Siviglia), dovrà risolvere la questione allenatore.

Il rapporto di Luciano Spalletti con l’ambiente giallorosso è ormai rovinato e restare ancora sarebbe controproducente per entrambi.

Una volta sciolto tale nodo, bisognerà operare sul mercato in modo mirato, perché la rosa a disposizione è ottima.

Manca però qualcosa per quel salto di qualità definitivo, cosa che probabilmente non è acquistabile sul mercato. Si tratta della mentalità.

Mattia Cagalli

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