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jobs act articolo 18

Sul Jobs act sono in molti, noi compresi, a capire poco. Ora il premier Matteo Renzi ha presentato i decreti attuativi approvati dal Consiglio dei ministri il 24 dicembre.
Renzi li ha definiti «una rivoluzione copernicana», e sono il frutto di un compromesso imposto nelle ultime ore dallo stesso presidente del Consiglio.
Qui riportiamo i temi più noti a fine percorso, come il decreto attuativo del contratto a tutele crescenti, varato insieme al nuovo regime degli ammortizzatori sociali, che riscrive le norme sui licenziamenti illegittimi superando l’articolo 18.

Il Jobs act prevede che il reintegro nel posto di lavoro con il risarcimento del danno resti per i licenziamenti discriminatori o che si richiamano alla giusta causa, o meglio, in tutti quei casi in cui viene dimostrata l’insussistenza del fatto contestato al lavoratore.
In caso di licenziamento discriminatorio o per giusta causa illeggittimo, fermo restando il diritto al risarcimento, il lavoratore può chiedere, al posto del reintegro, un’indennità pari a 15 mesi di retribuzione.

Nei casi in cui il licenziamento per giustificato motivo, oggettivo o soggettivo, è infondato, il giudice dichiara estinto il rapporto di lavoro e condanna il datore al pagamento di un’indennità (non soggetta a contribuzione) di importo pari a 2 mensilità per ogni anno di lavoro, da un minimo di 4 a un massimo di 24 mensilità.
Se emerge la prova diretta dell’insussistenza dei fatti contestati, il giudice annulla il licenziamento, condanna al reintegro e al pagamento di un’indennità risarcitoria.

Nel caso di un licenziamento dichiarato illegittimo per vizi formali o procedurali il rapporto di lavoro viene estinto ed il datore di lavoro condannato al pagamento di un’indennità pari a un mese per ogni anno di servizio, da un minimo di due a un massimo di dieci mensilità.

Per le piccole imprese superare la soglia dei 15 dipendenti, che fino a oggi metteva al riparo dall’articolo 18, comporterà anche l’applicazione di un sistema di indennizzi più vantaggioso rispetto a quello attuale. E il nuovo regime si applicherà a tutti i lavoratori, anche quelli assunti prima che l’azienda superasse i 15 dipendenti.

Mario Nascimbeni

[27/12/2014]

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