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Job Act in esaurimento, in diminuzione assunzione e più licenziamenti

Il Jobs act sta perdendo smalto perché ha bisogno di forti incentivi, dicono i tecnici. I licenziamenti aumentano a ritmo vertiginoso e diminuiscono i contratti ‘solidi’. Il dato emerge dalle cifre sull’andamento dei nuovi rapporti di lavoro nel corso dei primi otto mesi dell’anno.

Rispetto al periodo gennaio-agosto del 2015 le assunzioni a tempo indeterminato sono diminuite del 32,9%. Tradotto vuol dire una variazione assoluta di 395 mila persone in meno ad avere trovato lavoro con un contratto a tempo indeterminato.

A certificarlo è l’Inps nell’Osservatorio sul precariato. La flessione investe anche le assunzioni stagionali, che scendono del 7,4% nei primi otto mesi dell’anno.

Il Job Act soffre la riduzione degli sgravi contributivi che vengono a mancare sui contratti a tempo indeterminato: nel primi 8 mesi dell’anno, infatti – secondo quanto si legge sull’Osservatorio sul precariato pubblicato dall’Inps – le assunzioni a tempo indeterminato sono state 805.168, con un calo del 32,9% rispetto allo stesso periodo del 2015 quando lo sgravio contributivo era totale.

Si registra comunque un calo (-7%) anche rispetto al 2014 in assenza di incentivi. Diminuiscono anche le cessazioni di rapporti a tempo indeterminato e quindi nei primi otto mesi il saldo su questi contratti, considerando anche le trasformazioni, resta positivo con 53.303 unità (a fronte delle 465.800 dello stesso periodo 2015).

Mentre si esaurisce l’effetto sgravi sulle assunzioni, crescono i licenziamenti e si riducono le dimissioni volontarie. Tra gennaio e agosto i licenziamenti complessivi sui contratti a tempo indeterminato sono passati da 290.656 del 2015 a 304.437 (+4,7%) quest’anno ma tra questi crescono soprattutto i licenziamenti individuali per ragioni disciplinari, ovvero quelli sui quali è intervenuto il Jobs act con il contratto a tutele crescenti mandando in pensione per i nuovi assunti la possibilità di reintegra nel posto di lavoro in caso di licenziamento ingiusto.

I licenziamenti per giusta causa e giustificato motivo soggettivo sono passati da 36.048 a 46.255 con un aumento del 28%. Nello stesso periodo le dimissioni, sempre sui contratti a tempo indeterminato, sono passate da 599.248 a 510.267 con un calo del 14,8%.

 
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Continua a crescere l’utilizzo dei voucher con 96,6 milioni di buoni per il lavoro accessorio dal valore nominale di 10 euro venduti nei primi otto mesi del 2016 (+35,9%) in attesa di capire che succederà con la stretta sulle sanzioni in caso di mancata comunicazione da parte di imprese e professionisti sull’utilizzo dello strumento.

Nel complesso le nuove assunzioni effettuate nei primi otto mesi del 2016 (comprese quelle a termine) nel settore privato escluse le colf e gli operai agricoli sono state 3.782.043 con un calo dell’8,5% sullo stesso periodo del 2015. Ma nello stesso periodo sono diminuite anche le cessazioni complessive (3.078.659, -7,3%) mantenendo il saldo positivo per 703.384 unità.

Il calo si registra soprattutto sulle nuove assunzioni stabili (-32,9%) e sulle trasformazioni da contratti a termine, passate da 310.035 a 200.208 (-35,4%) mentre le trasformazioni in apprendistato restano sostanzialmente stabili a 54.000.

“Si confermano le nostre preoccupazioni – commenta il numero uno della Uil, Carmelo Barbagallo – sul rischio che il Jobs act determinasse solo un riciclaggio di posti di lavoro. Tutto poi tende a complicarsi ulteriormente a causa della successiva riduzione degli incentivi e del diffuso ricorso ai voucher. Avevamo previsto anche un incremento dei licenziamenti, cosiddetti, “per giusta causa”: siamo stati facili profeti”.

Mario Nascimbeni | 19/10/2016 | (Photo: repertorio, Luigi Brugnaro, Maurizio Crovato, Comune di Venezia) | [cod crovave]

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