Casinò di Venezia, clima di desolazione: potenzialità sprecate

ultimo aggiornamento: 23/01/2015 ore 18:05

137

Jacopo Molina visita il Casinò di Venezia

Martedì e mercoledì notte sono stato a lungo prima nella sede del Casinò di Venezia di Ca’ Noghera, poi in quella di Ca’ Vendramin Calergi per toccare con mano la situazione delle sedi della Casa da gioco veneziana durante la settimana: le sale erano quasi vuote e le poche persone presenti giocavano in un clima che certo non invogliava ad entrare.

Le potenzialità attrattive delle due sedi della casa da Gioco sono enormi e possono portare grossi introiti alla città, pensiamo a quanti cittadini italiani si recano all’estero, anche con pullman organizzati e soggiorni, per giocare in altri Casinò. Soldi che vengono distolti da Venezia e vanno dissipati in altri paesi con le conseguenze negative che ne derivano e ben conosciamo.


Ca’ Noghera e Ca’ Vendramin Calergi sono due “carte” vincenti che il Comune non può permettersi di trascurare in un momento come questo. Inutile piangere per il turismo “mordi e fuggi” che spesso degrada il centro storico se poi non ci prendiamo cura delle alternative. Incentiviamo i turisti a venire a giocare nelle sedi della nostra casa da Gioco.

Dopo il mio blitz delle scorse notti sono ancora più convinto che il Casinò, invece di esser venduto, vada rilanciato e valorizzato a dovere, anche con interventi strutturali, ed è tra gli impegni che intendo assumermi alle prossime amministrative se diventerò Sindaco di Venezia.

Jacopo Molina


[23/01/2015]

TEMI PIU' RICERCATI IN QUESTE ORE:

➔ Coronavirus: tutti gli aggiornamenti
➔ Mose e Acqua alta a Venezia
➔ Pensioni, le novità
➔ 'Racconti in quarantena': il concorso letterario aperto a tutti
 

⌂ titoli di prima pagina

Please enter your comment!
Please enter your name here