Iva sui trasporti in acqua. A Venezia il 5% sulle gondole?

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La gondola di Venezia è femminile con Elena ed Elisabetta

gondola gondole in canal grande a venezia

Vantaggi e fiscalità a favore dei trasporti lagunari, hanno impegnato la Commissione Bilancio della Camera alle prese con l’analisi e gli emendamenti della Legge finanziaria. Il Governo ha deciso di imporre l’Iva del 5% sui servizi di trasporto “via acquea”, nello specifico marittimi, di lago, fiume e laguna.

Il provvedimento non dovrebbe però preoccupare i destinatari, in quanto, ad una prima lettura del testo, non dovranno aumentare le tariffe e l’Iva di fatto non la pagheranno, considerando lo stanziamento di 7 milioni e 800mila euro e apprendendo che dal primo gennaio del prossimo anno le aziende pubbliche e private potranno, per la prima volta, scaricare gli acquisti di benzina e carburanti e le spese effettuate per nuovi mezzi di trasporto.

Questo intervento sui mezzi “via mare” segna un passo in avanti in materia di trattamenti, fino ad oggi differenziati e discriminanti relativamente a trasporti marittimi e su gomma, inaugurando una prospettiva economica di sviluppo, che in futuro può dare molti frutti, sia sull’innovazione con l’acquisto di nuove barche, che in campo lavorativo con l’aumento delle flotte.

L’accorgimento legislativo, approvato dalla Commissione Trasporti della Camera, anche in ragione di una norma dell’Unione europea che aveva accolto l’appello di alcune realtà di Genova e di altre isole rispetto la detraibilità dell’Iva e delle sue limitazioni, promette vantaggi e nello stesso richiama a obblighi fiscali imprescindibili. Soddisfatto il Sottosegretario all’Economia Pierpaolo Baretta e il Deputato veneziano Michele Mognato, membro della Commissione che ha approvato il provvedimento.

Si fa strada l’Iva virtuale per i beneficiari dello stanziamento del governo, Actv e Alilaguna, Taxi e Gran Turismo, tutti dentro questo dispositivo economico che dovrebbe sollevare e dare energia al Settore e quindi trarne vantaggio.
Anche la Gondola è dentro il progetto del Governo, ma una legge regionale del 1992 già la dispensava dal pagamento delle tasse sul valore aggiunto e dall’obbligo di fatturare i giri turistici. Ora l’Iva tocca anche questo mondo, ma lo sfiora appena, perché a pagarla non “dovrebbero essere” i gondolieri, né i clienti, ma lo Stato.

Un dare e avere che si baserà in futuro sulla reciproca fiducia, sui controlli di rito, nel rispetto di questo riordino, dove l’impatto economico dovrà armonizzarsi con le nuove norme, che per ora disorientano prassi consolidate negli anni passati. C’è bisogno – ammettono i gondolieri – di capire bene cosa dice la legge, la prassi da seguire, di discuterla e confrontarla, è troppo presto per esprimere un qualsivoglia giudizio, ogni rivoluzione ha bisogno del suo tempo.

Andreina Corso

22/11/2016


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