Italiani rapiti in Libia: scambio con scafisti prigionieri in Italia?

ultimo aggiornamento: 23/07/2015 ore 07:13

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Italiani rapiti in Libia scambio con scafisti

Italiani rapiti in Libia, non si tratta. Questo il messaggio che arriva dall’Italia per bocca del ministro dell’Interno Angelino Alfano.
Gino Pollicardo, Fausto Piano, Filippo Calcagno e Salvatore Failla, rapiti in Libia, potrebbero essere stati sequestrati da trafficanti di uomini ma, in questo caso, non ci saranno riscatti, conferma Alfano.

La possibilità di un rapimento organizzato da trafficanti di uomini è stata rilanciata da alcune fonti libiche, ma al momento non è un’ipotesi presa in considerazione dal nostro governo. Tutto ciò nello stesso momento in cui in Libia, tra le varie fazioni, c’è uno scambio di accuse.


Il profilo Facebook del «Comando generale delle forze armate — operazioni dell’esercito nazionale», parla del sequestro dei quattro italiani dipendenti della Bonatti al fine di «fare pressioni sull’Italia e ottenere la liberazione di sette libici arrestati per traffico di esseri umani nel Mar Mediterraneo».
Poche ore l’ufficio stampa del Viminale dirama un comunicato in cui «non è stata accreditata alcuna ipotesi di scambi con scafisti. Si ribadisce e si puntualizza dunque: nessuna pista esclusa, l’unica cosa esclusa è che si tratti con gli scafisti».

Il portavoce di Fajr Libya, Alaa Al Queck — la milizia islamista che ha imposto un governo parallelo a Tripoli — dice all’Ansa : «Non abbiamo rapito gli italiani e non sappiamo chi li ha rapiti, ma sappiamo che si trovano nel sud-ovest e che entro 10 giorni saranno liberi».
Il messaggio non sarebbe però preso in grande considerazione perché ritenuto utile soprattutto per dare visibilità in un gioco di visibilità tra le varie fazioni.

Sul perchè i quattro italiani si siano mossi senza scorta, Alfano ha chiarito: «Non possiamo imprigionare gli italiani che si trovano all’estero, c’è un’assunzione di responsabilità che attiene la libertà individuale quando decidi di spostarti da un luogo protetto in cui ti trovi in un altro, attraversando zone pericolosissime».


Mario Nascimbeni

23/07/2015

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