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Istituto Dieffe di Spinea: meritevole e significativa esperienza scuola – lavoro
Quando la Scuola assolve il suo compito formativo ed educativo, quando si inaugura un progetto destinato al futuro dei giovani, quando concretamente “succede” che ai ragazzi si aprano le porte di un domani possibile, c’è solo da rallegrarsi.

L’Istituto professionale Dieffe di Spinea, sta svolgendo questo prezioso ruolo rivolto ai nuovi apprendisti per la ristorazione e sono proprio loro a raccontare l’itinerario partecipativo e umano di questo viaggio “duale”, che come hanno spiegato gli esponenti istituzionali, i docenti, i ristoratori e soprattutto gli studenti, permette già a tredici ragazzi che frequentano il quarto anno del CPF, di lavorare.

Grazie alla collaborazione di importanti ristoranti del territorio, i ragazzi si sono immedesimati nel lavoro “dei grandi”, impegnandosi come cuochi, camerieri, barman, rigorosamente apprendisti ‘un po’ stregoni’, come sanno essere i giovani quando sono messi alla prova.

In un tempo difficile per i giovani e per la mancanza di lavoro, questa “risorsa” apre ad una prospettiva occupazionale concreta, motiva i ragazzi a continuare il percorso di studi, a valorizzare un’esperienza che mettendo insieme la scuola e il lavoro, centra la domanda e l’offerta formativa, allontanando l’abbandono scolastico e il persistente rischio disoccupazione.

E per il prossimo anno scolastico, Dieffe intende offrire questa opportunità anche ai ragazzi più giovani e ad altre classi. Una sezione delle future classi prime infatti, verrà coinvolta nella sperimentazione del Sistema Duale formando professionisti che già dai primi mesi di scuola frequenteranno le aziende in alternanza scuola-lavoro, completando la formazione d’aula con quella legata all’esperienza diretta. Per dare qualche numero, i ragazzi del quarto anno, sono stati in aula per 490 ore e hanno lavorato per 500. A dimostrazione che per imparare, è necessario mettere “le mani in pasta”.

E se ad impastare servono gli ingredienti, questa esperienza si nutre della sostanza dell’intelligenza e della sensibilizzazione delle esigenze e delle speranze dei giovani.

Marco, studente del quarto anno, è uno tra i primi ragazzi che hanno sperimentato il Sistema Duale e racconta “Il Duale mi ha permesso di sviluppare molte competenze utili per la vita e per il lavoro, come gestire meglio il mio tempo, avere più pazienza, essere più puntuale nel rispettare orari e scadenze e più flessibile di fronte ai miei errori che servono per diventare più capaci. Il Duale ti permette anche questo, di vederti mentre sbagli e di poterti correggere finché sei in tempo perché l’allenamento è costante. Poi, due soldini a quest’età non fanno male perché inizi a fare progetti, a capire se vuoi andare all’estero per fare un’esperienza che arricchisca anche il bagaglio linguistico, se vuoi metterli da parte per qualche altro corso…”.

Interessante e propiziatore il pensiero di Roberto Pellegrini, famoso Barman, titolare del Tacco 11 American Bar di Spinea, docente Dieffe e partner del progetto relativo al Sistema Duale, che ha accolto Marco come uno dei suoi dipendenti, attivando un apprendistato mirato, dandogli fiducia e insegnandogli con pazienza ad interagire con il cliente: “Tra i banchi di scuola”, ha considerato, “impari molto, poi è interessante vedere come queste conoscenze prendano forma nella pratica quotidiana del mestiere e il Sistema Duale permette proprio questo passaggio. Rafforza il carattere e aiuta a definire con più precisione il proprio futuro, migliorando dove si è più deboli e sperimentando i propri talenti. Inoltre è un ponte concreto con il mondo del lavoro”.

 
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Trasformare il sapere in azione, sembra essere il motto dell’istituto professionale Dieffe e il suo sperimentale Sistema Duale,  introdotto da uno specifico accordo approvato lo scorso settembre dalla Conferenza Stato-Regioni, consente di poter conseguire una qualifica e/o un diploma professionale attraverso percorsi formativi che prevedono una effettiva alternanza tra formazione e lavoro, tema raccomandato a livello politico nazionale e europeo.

Questo modello, già  molto diffuso nei paesi del Nord Europa, ha come obiettivo quello di creare un sistema organicamente integrato in cui riescano a comunicare efficacemente cittadini, formazione e lavoro.

Una scuola partecipata e vissuta nella condivisione come quella di Spinea mette a fuoco il bisogno di “entrare” nel mondo dei giovani, partendo proprio da loro, ascoltando la necessità di un ragazzo di credere in se stesso e nel domani, meglio se accompagnato da un mondo adulto in grado di interpretare l’esigenza di crescere in un tratto della vita adolescenziale segnato da incertezza e vulnerabilità.

Doppiamente prezioso si rivela quindi lo scopo di una Scuola che ha saputo cogliere anche le domande inespresse che i ragazzi si pongono, quando guardano alle difficoltà del presente, senza però rinunciare al loro futuro di uomini e donne integrati nella società in cui vivono.

Andreina Corso

Riproduzione Riservata.

 

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