Ismaele Lulli è stato sgozzato, la testa quasi staccata. Uno dei due albanesi ha confessato

ultimo aggiornamento: 22/07/2015 ore 12:38

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ismaele lulli sgozzato due albanesi hanno confessato

Ismaele Lulli è stato sgozzato senza pietà. Le indagini dicono che Igli Meta e Mario Nema, due albanesi di 19 e 20 anni, che vivevano a Urbania (Pesaro) vicino a San Angelo in Vado sono crollati dopo un lunghissimo interrogatorio. Fuori, una folla di amici e parenti della vittima che chiedono ai carabinieri di far uscire gli albanesi «perché ci pensiamo noi».

Ismaele Lulli aveva 17 anni ed è stato ucciso per gelosia. Il ragazzo, amico dei due albanesi, avrebbe fatto delle avance alla fidanzata di Igli, Ambra.


La ricostruzione dice che i due albanesi hanno portato in auto Ismaele in un luogo appartato legato con del nastro. Mani e piedi avvolti dal nastro, non poteva reagire ne’ scappare.
La tragedia favorita dall’ambientazione: dal posto che avevano scelto potevano controllare per chilometri chi arrivasse, mentre loro hanno potuto agire nascosti dalla vegetazione.
Poi la ferocia: il ragazzo che doveva vendicare l’onta subita per gelosia ha tagliato la gola al povero 17enne con una ferocia tale che la testa è stata quasi staccata.
Poi i due aggressori hanno buttato il corpo giù da un dirupo.

Le tracce di sangue ritrovate nell’auto (che apparterebbe alla mamma di uno dei due) e il telefonino del ragazzo rinvenuto vicino al corpo poi non lascerebbero dubbi.
Infine la violenza con cui si è scagliata la furia contro quel corpo. Uno degli zii che ha effettuato il riconoscimento del cadavere, ha detto di esser rimasto sconvolto dalle numerose ferite e dai lividi che ha notato sul corpo di Ismaele.
L’arma del delitto non è stata ancora ritrovata, ma ora le indagini sono agevolate dal fatto che il secondo albanese, quello che ha fatto assistenza ma non ha materialmente commesso l’omicidio, è crollato ed ha cominciato a collaborare.
L’omicida, invece, si è chiuso nel più muto silenzio e non risponde nemmeno alle domande più banali.
E’ lui quello fermato dai carabinieri mentre stava per scappare facendo ritorno in Albania.

L’accusa è omicidio volontario ma resta da stabilire la premeditazione.


Mario Nascimbeni

22/07/2015

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