Io il governatore Zaia proprio non lo capisco. Lettere

ultimo aggiornamento: 26/04/2020 ore 19:40

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Io il governatore Zaia proprio non lo capisco. Lettere

Io il governatore Zaia proprio non lo capisco.

Prima ha decretato a livello locale le chiusure dei supermercati domenicali contro ogni parere dei tecnici che consigliavano orari più spalmati possibile (qualcuno consigliando anche aperture notturne) per evitare al massimo gli assembramenti negli orari di apertura.


Poi improvvisamente, di sua iniziativa, mi apre i locali da asporto: gelaterie, ristoranti, pizzerie e take-away in genere.

Risultato: sabato 25 aprile, festivo di una bella giornata di sole, nessuna coda davanti ai supermercati perché erano chiusi, ma coda davanti alle gelaterie.

In alcune gelaterie, come quella vicina a casa mia, decine e decine di persone immobili in coda ad aspettare per portare a casa una vaschetta di gelato.


Ma a quel punto che differenza c’è tra la coda davanti al supermercato e la coda davanti alla gelateria? Senza ripetere che l’apertura del supermercato era consigliata al massimo dell’estensione per evitare gli assembramenti come ricordato prima.

Si rende conto Zaia dell’incongruenza di gente in coda davanti ai locali da asporto e l’impossibilità di fare la spesa perché i supermercati devono tenere chiuso comporta che i clienti di oggi dovranno sommarsi a quelli di domani?

Ma io penso anche all’imbarazzo che può aver creato alle forze dell’ordine che erano costrette a controllare le persone a spasso per strada (le limitazioni sono ancora in piedi, mi pare) e sentirsi rispondere: “vado a comprarmi un gelato, Zaia ha detto che posso”.

Naturalmente i furbi sceglieranno la gelateria più distante da casa pur di fare la passeggiatina. Nessuna prescrizione specifica quale locale “take-away” va privilegiato mi pare…

Veramente io non capisco il criterio.

Norma
Venezia

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3 persone hanno commentato questa notizia

  1. Ma và…?
    Io ricordo solo che: prima voleva riaprire le scuole, poi non voleva le tre province zone rosse, poi voleva chiudere tutto più del Governo. Ora vuol aprire tutto, “anche rischiando qualche sanzione”…!
    C’è altro da capire…?
    P.S.: …perchè Brugnaro lo capite…?
    Non ha fermato subito il carnevale, nonostante una diffida, ed ora vuole…”aprire tutto”, arrivando a mettere in discussione i morti da virus!
    E lui sarebbe per Venezia la massima autorità per la tutela della salute?
    Abbiamo già visto cos’hanno (ovvero cosa non hanno) fatto contro l’elevato smog nei canali di Veneiza: nulla di risolutivo, abbiamo dovuto aspettare… un virus che “risolvesse” il problema…!
    Domanda: fino a che punto si può arrivare per fare campagna elettorale pensando prima ai voti che alla salute?Secondo me si comporta così, arrivando a tal punto, difendendo solo gli interessi di categorie economiche e non quello di tutti i cittadini, dovrebbe dimettersi subito!
    D’altra parte, persino i vertici cattolici “CEI” stanno contestando Conte perchè non fa fare le messe aperte al pubblico (stanno perdendo pure loro “consensi”…?): ma bastavano tutte quelle messe abusive che hanno fatto infettare centinaia di persone nel nome di Dio, e le persone che hanno fatto morire nelle case di riposo da loro gestite?
    Anche perchè io, nonostante tante preghiere di fedeli cattolici, non ho visto “mani divine” fermare il virus, ma solo quelle di infermieri e medici, che hanno pure perso la vita…
    La libertà di culto non vuol dire libertà di infettare.
    Chi crede, può pregare davanti a un santino ed accendersi una candela da casa: non credo proprio che il Dio in cui credono, così non li ascolti.
    Sono anche questi (e molti altri) “quelli” che io “non capisco”, o meglio, me ne son fatto un’idea chiara di chi e cosa loro tutelano…
    Prof. Fabio Mozzatto
    Venezia.

  2. Beh capisco queste perplessità. Ma va detto che una coda ordinata, all’aperto, è un conto, un assembramento di decine di persone in uno spazio chiuso come un supermercato o negozio di alimentari in genere, è un altro paio di maniche. La chiusura domenicale dei supermarket e affini, a mio avviso è dettata da ciò è anche, magari, dalla volontà di alleggerire, se non nel numero di ore di lavoro, perlomeno nella percezione psicologica, il carico di stress paure e tensioni che devono sopportare ad esempio le cassiere.

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