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Inter vince il derby e il primato della classifica

L’Inter vince il derby e il primato della classifica è suo: sola in testa con tre vittorie consecutive dopo le prime tre di campionato, quindi a punteggio pieno come era successo l’ultima volta con Hector Cuper tredici anni fa, una vita fa.
Jovetic ha fatto registrare un’altra prestazione straordinaria, è stato una costante spina nel fianco della difesa milanista, ma per risolvere il derby c’è voluto il controverso Fredy Guarin che ha trovato il guizzo del campione vero con una ripartenza micidiale in un momento in cui il Milan stava mettendo in difficoltà la difesa dell’Inter.
Micidiale l’apertura di Santon nell’occasione che taglia le linee arretrate rossonere come un bisturi, poi ci pensa Guarin ad aggiustarsi la palla e depositarla nell’angolino sinistro.

L’Inter vince un derby che si era inizialmente appoggiato e impostato sulla paura: nessuna delle due squadre voleva perdere e alcuni passaggi difensivi clamorosamente sbagliati lo hanno dimostrato.
Poi la squadra di Mancini ha puntato soprattutto a difendersi con grande impegno, con un grande ed attentissimo Handanovic e con … fortuna. Diverse volte, infatti, il pallone ha attraversato l’area nerazzurra come in un binario senza che nessuno riuscisse ad intervenire.

Il gol dell’Inter taglia le gambe ai tifosi rossoneri e alle intenzioni del Milan che fino a quel momento si era dimostrato più organizzato, con in più i due davanti, Bacca e Luiz Adriano che si trovavano a meraviglia. L’innesto di Balotelli, che si vedeva voleva assolutamente dimostrare qualcosa nel palcoscenico più importante (affezione al Milan o disaffezione all’Inter non è importante cosa), ha ulteriormente spostato la bilancia a favore del Milan.

Tutto inutile. Mihajlovic in maniche di camicia, resta ammutolito. Il Milan perde e si tratta della seconda sconfitta in tre partite, che rischia di indebolire la posizione dell’allenatore serbo, soprattutto agli occhi di Berlusconi.
Mancini, invece, sorride, elegante, consapevole che il suo progetto (impegnativo e costoso in termini di risorse) sta prendendo forma e funziona. Una bella soddisfazione.

Mihajlovic può consolarsi in chiave futura: Honda ha ben svolto il lavoro del trequartista, Montolivo e Kucka hanno reso il centrocampo è più solido e Balotelli, se gioca con questa intensità può cambiare in qualsiasi momento la partita (ha colpito un palo esterno).
Luiz Adriano e Bacca sono la coppia delle meraviglie rossonere, lesti, feroci, abili a dialogare, spaccano taglienti la morbida difesa interista: il colombiano ispira, il brasiliano è una freccia. Il numero nove sbaglia la prima palla gol dopo appena tre minuti che è anche la più clamorosa: Handanovic ci mette una pezza. Un’occasione pari a quella dell’Inter dieci secondi prima dell’intervallo che Icardi, liberato da Jovetic, sbaglia confermando di essere lontano dalla forma migliore.

Felipe Melo, al debutto in maglia nerazzurra, è l’emblema della battaglia nel derby: “Sono felice, ringrazio Dio per questo successo – ha dichiarato il brasiliano ai microfoni di Inter Channel -. Abbiamo vinto una partita importante. Per indossare questa maglia devi lottare, sono qua per aiutare l’Inter a tornare ad essere protagonista. Andiamo avanti così. Un derby così è comunque più difficile di quelli che ho giocato in Turchia. Non ho fatto il ritiro e sono arrivato 25 giorni dopo gli altri. Non sono ancora al 100%. Oggi è stata una partita molto tattica ma anche tecnica, è questo il calcio italiano. Mancini? Avere la stima di un allenatore è molto importante, ma per me non è una rivincita nei confronti della Serie A. Sono qua per fare il mio”.

Balotelli, entrato al posto di Bacca, ha guidato il rabbioso e disperato assalto al fortino nerazzurro, ma la squadra di Mancini ne ha perse e pareggiate tante in extremis e sembra aver imparato la lezione.

L’Inter vince il derby 1-0 ma soprattutto è l’unica a punteggio pieno.
La partita finisce con Mario che esce dal campo imprecando verso il pubblico (quello interista): “E’ questa l’unica maglia (quella milanista) che conta per me”.

Roberto Dal Maschio

14/09/2015

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