Inter sconfitta, inciampa su una Lazio onesta e organizzata

ultimo aggiornamento: 21/12/2015 ore 08:16

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Inter sconfitta, inciampa sulla Lazio

Inter sconfitta giustamente, bisogna aggiungere subito.
Inter sconfitta da una sindrome che l’ha fatta scendere in campo svogliata e distratta, con l’aria di chi sa di essere prima e che la Lazio sia una vittima predestinata.

Questa l’impressione collettiva, ma riflette la realtà in quanto è stata la somma dell’interpretazione dei singoli.
Detto che Mancini ci ha messo del suo a fare dei passi indietro in rendimento e prestazione, lasciando inspiegabilmente i suoi due uomini più in forma, Brozovic e Ljalic, in panchina, come si spiega l’assurda apatia di gruppo che ha colpito per un’ora tutti, anche Mancini. Vacanze di Natale?


Poi, i minuti che passano che avvicinano la sconfitta logorano i nervi di più di qualcuno che infatti se li fa saltare.
Felipe Melo commette prima un’ingenuità che costa il rigore decisivo della sconfitta, poi sull’impeto della veemenza (ma non c’era cattiveria per far male, solo goffaggine violenta) si fa espellere per un assalto di karate a Bilia.

Così l’Inter inciampa sull’ultimo ostacolo dell’anno e si concede a una Lazio onesta e organizzata da Pioli, improvvisamente rifiorita dopo tanti sbagli.
Inter sconfitta ma l’1-2 è imprevisto ma non certo sbagliato, ed è ancora più pesante perché ieri hanno vinto tutte le inseguitrici dell’Inter, Juve in primis. La consolazione dei manciniani è che restano primi in classifica, ma la botta, dopo tanto (troppo) entusiasmo in settimana, è dura e alimenta per la prima volta nella stagione piccoli dubbi sulla capacità di reggere la pressione del comando.

Si capisce subito che la 17ª Inter diversa in 17 partite era sbagliata.
Handanovic ha quasi ripetuto l’harakiri esibito con la Fiorentina cincischiando pericolosamente con la palla fra piedi sul pressing di Matri, poi Candreva inspiegabilmente solo e tranquillo ha colpito da fuori su corner di Biglia con 9 interisti in area piccola.


La coppia Medel-Melo è per niente brillante e la Lazio la mette in costante inferiorità con il doppio lavoro di Milinkovic-Savic e Parolo, alle cui spalle Biglia è liberissimo di regolare il passo del match.

Tiri dell’Inter nel primo tempo sono zero, anche perché non riesce a sfruttare alcuna palla ferma, pur avendone alcune. La Lazio invece è perfetta tranne quando Candreva manca di niente il raddoppio al 44’ dopo l’ennesimo passaggio a vanvera di Melo, totalmente sfasato.

Il brasiliano andrebbe tolto qui, ma Mancio si muove solo dopo 13’ del s.t.: dentro Ljajic e Brozovic per Jovetic e Biabiany e fa inspiegabilmente uscire Jovetic, il migliore in campo. Ed ecco finalmente la prima verticalizzazione: Perisic lancia Icardi sul filo del fuorigioco tra Mauricio e Hoedt e Maurito fulmina Berisha per il pari.

L’Inter fa confusione ma potrebbe magari provare un assalto finale non fosse che Melo al 41’ frana in testa a Milinkovic-Savic in area, senza ragione: rigore.

Inter sconfitta e, come direbbe Mara Maionchi: Mancini, sei bravo, ma hai sbagliato.

Roberto Dal Maschio
21/12/2015

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