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venerdì 18 Giugno 2021

Incontri sessuali con minori, anche un prete e un importante personaggio tv

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Incontri sessuali con minori, anche un prete e un importante personaggio tv

Incontri sessuali che avvenivano nei parcheggi dei centri commerciali, o vicino al cimitero di Bergamo, o ancora sul retro del teatro Gavazzeni di Seriate. Ma anche nelle abitazioni private degli arrestati, magari all’interno di vasche idromassaggio o in sauna.
Incontri sessuali con minori, ragazzini di 15, 16 e 17 anni, che ora sono finiti al centro dell’inchiesta della Procura di Brescia per prostituzione minorile.

Il sostituto procuratore Ambrogio Cassiani è partito dalla denuncia di una madre bresciana di un 16enne che trova sul telefono cellulare del figlio messaggi inequivocabili. Chat a sfondo erotico con maggiorenni.
Gli sms a sfondo sessuale che danno origine all’inchiesta sono tra il ragazzino e un imprenditore bresciano già condannato a cinque anni e otto mesi per prostituzione minorile. Il telefono del 16enne, scoprono gli inquirenti dopo una perizia, è pieno di contatti di adulti ottenuti attraverso un sito internet.

Il ragazzo, ascoltato, fa i nomi anche di altri coetanei con i quali aveva deciso di “fare soldi facili” consumando rapporti sessuali con i maggiorenni. In cambio i giovani ricevevano soldi o regali.
Il compenso per le prestazioni andavano dai venti ai cento euro in base al tipo di prestazione, ma anche biglietti per l’ingresso a Gardaland, cene e pranzi a McDonald’s e in un caso una catenina d’oro con il simbolo dell’Inter. “Ma ci sono adulti che dopo aver scoperto la minore età dei ragazzi si sono tirati indietro” ha sottolineato il comandante provinciale dei carabinieri di Brescia Giuseppe Spina. E’ successo poi che chi non aveva il cellulare, lo riceveva in regalo.

Un prete entra nell’inchiesta proprio in questo modo. Due 16enni avrebbero avuto rapporti con don Diego Rota e dal sacerdote hanno avuto in regalo altrettanti cellulari da 399 euro l’uno. Il parroco scalava poi il costo delle prestazioni, 20 euro l’una, proprio dal prezzo del telefonino. Gli accordi su incontri e prezzi delle prestazioni venivano stabiliti al telefono. L’incontro serviva solo per consumare i rapporti.

Gli adulti coinvolti nell’indagine sono stati riconosciuti in fotografia dai ragazzini interrogati dai carabinieri di Brescia dopo le prime ammissioni. Alcuni degli arrestati pretendevano di avere rapporti completi senza preservativo, minacciando i giovani di non dare il denaro o di cercare altre persone disposte a soddisfare la loro richiesta.

I ragazzi hanno 15, 16, e – massimo – 17 anni, e non sembrano appartenere a un ambiente particolarmente degradato. In carcere undici loro clienti, mentre un dodicesimo non è ancora stato trovato. Tra i clienti posti ai domiciliari tra la Lombardia e l’Emilia con l’accusa di prostituzione minorile, mentre il pm Ambrogio Cassiani aveva chiesto per loro il carcere, piccoli imprenditori, il sacerdote, un agente della Polizia locale e un allenatore di una squadra giovanile di calcio. Tra le persone indagate nell’inchiesta della Procura di Brescia vi è anche, secondo quanto si è appreso, un personaggio televisivo lombardo che si è occupato in passato di trasmissioni osé. L’uomo è anche noto per essere un commentatore sportivo su emittenti locali.

Gli investigatori hanno sequestrato computer e cellulari per verificare che non vi siano contenute immagini a sfondo pedopornografico o di altre loro vittime. Del resto, uno degli arrestati, Claudio Tonoli, 56 anni, che era già stato fermato nelle settimane scorse perché, ammalato di Hiv, cercava rapporti non protetti con minori, era già finito nei guai anni fa per aver mostrato a un tredicenne immagini pedopornografiche.

Ed è dalle chat e dagli sms che i ragazzi si scambiavano con gli adulti che emerge un vaso di Pandora di sconfinato squallore, scoperchiato dalla madre di uno dei ragazzi la quale si era accorta di messaggi di tenore sessuale sul telefonino del figlio. Con altri quattro amici aveva cominciato a frequentare un sito per incontri, fingendosi maggiorenne “per fare un po’ di soldi con i gay”. Dapprima, una volta incontrato il cliente, prendevano i soldi e scappavano. Poi, però, gli incontri, nei parcheggi di supermercati, ma anche nei pressi di cimiteri, si erano intensificati e non era più stato così. Accadeva con “Città Alta”, così si faceva chiamare uno degli arrestati, con “il gay famoso” che regalava catenine dell’Inter, con Billy, l’agente della Polizia locale, e con “Marco”.

“Marco” era don Diego Rota, parroco a Solza, che la Curia di Bergamo ha sostituito con un amministratore parrocchiale, manifestando la propria “vicinanza a coloro che stanno soffrendo per questa vicenda senza dimenticare nessuno”, mentre la stessa Curia vuole “con tutto il cuore che la verità e la giustizia si affermino”. Dalle indagini dei militari bresciani, è emerso che il sacerdote, lo scorso 10 settembre, a due ragazzi aveva regalato altrettanti telefoni cellulari che costavano complessivamente 399 euro. Nel corso di uno scambio di sms intercettato un minore chiedeva al sacerdote, che girava a bordo di un vistoso Suv scuro: “Ma quante volte lo dobbiamo ancora fare gratis?”. Don Diego Rota rispondeva: “Abbiamo appena cominciato, ce ne hai per 15 volte su 20 pattuite. Se fai meglio e se non mi bidoni sempre potrei scontarne qualcuna”.

Mario Nascimbeni
12/02/2016

(cod incontrimino)

Data prima pubblicazione della notizia:

Una persona ha commentato

  1. Penso che sia uno bello schifo! I minori ….?, 4 sberle ben date! Erano coscenzienti ..,punire anche loro! tutto per i soldi facili! Poi non capisco xchè è stato fatto solo il nome del “prete”?gli altri svergognosi non hanno un nome?

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