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mercoledì 20 Ottobre 2021

Incidente nucleare Fukushima: i 1000 serbatoi di acqua contaminata saranno sversati nell’Oceano Pacifico

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Incidente nucleare Fukushima: via libera di Tokyo a rilascio dell’acqua contaminata.
Il governo giapponese ha infatti deciso di rilasciare nell’Oceano Pacifico l’acqua contaminata fino ad oggi impiegata per raffreddare i reattori danneggiati dall’incidente nucleare di Fukushima.
La conferma arriva dal premier Yoshihide Suga, confermando le anticipazioni della vigilia e malgrado la netta opposizione dell’opinione pubblica, l’industria della pesca e i rappresentanti dell’agricoltura locale.
Yoshihide Suga ha incontrato i membri dell’esecutivo, incluso il ministro dell’Industria Hiroshi Kajiyama, per formalizzare la decisione.
La mossa arriva a 10 anni esatti dalla catastrofe del marzo 2011.
La manutenzione giornaliera della centrale di Fukushima Daiichi genera l’equivalente di 140 tonnellate di acqua contaminata ogni giorno.
L’acqua contaminata

– nonostante venga trattata negli impianti di bonifica, continua a contenere il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno.
Poco più di 1.000 serbatoi si sono dunque accumulati nella area adiacente all’impianto.
Si parla dell’equivalente di 1,25 milioni di tonnellate di liquido.
Secondo il gestore della centrale, la Tokyo Electric Power (Tepco), le cisterne raggiungeranno la massima capacità consentita entro l’estate del 2022.

Proteste contro lo sversamento dell’acqua in mare sono state espresse in passato anche dai paesi vicini, tra cui la Cina e la Corea del Sud.
Nel febbraio dello scorso anno, durante una visita alla centrale, il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, aveva ammesso che il rilascio dell’acqua nell’Oceano Pacifico sarebbe in linea con gli standard internazionali dell’industria nucleare.
Il triplice disastro di Fukushima è stato innescato dal terremoto di magnitudo 9 e il successivo tsunami.
Terremoto e tsunami hanno provocato il surriscaldamento del combustibile nucleare, seguito dalla fusione del nocciolo all’interno dei reattori, a cui si accompagnarono le esplosioni di idrogeno e le emissioni di radiazioni.

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