Imprenditore sempre ricoverato. Difficili ricerche dei contatti. Intanto nel mondo è record di casi

ultimo aggiornamento: 06/07/2020 ore 13:58

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sotto indagine dott. Andrea Galassi

“Le nostre aziende hanno sempre rispettato tutte le precauzioni e attuato i protocolli, in maniera attenta. Non esiste alcun pericolo a riguardo di ciò. Ci stiamo attivando per dare un ulteriore messaggio di sicurezza e di certezza che non esiste alcun pericolo ulteriore di contagio, in quanto le persone potenzialmente coinvolte sono tutte in isolamento”.

La Laserjet, l’azienda vicentina di lavorazione dei metalli il cui titolare è risultato positivo al Covid insieme ad altre quattro persone che hanno generato un nuovo focolaio in Veneto, ha spiegato la propria posizione.


L’imprenditore è attualmente ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Vicenza. Smentita anche “ogni falsa notizia di coinvolgimento della famiglia al contagio del Covid-19 in quanto nessuno ha avuto contatti con lui da svariate settimane almeno”.

Ma nel frattempo l’Ulss berica, che ha contato fino ad ora cinque positivi, ha lanciato un appello perché tutti i presenti ad un ricevimento organizzato da un industriale e dove Lino è andato, vadano a fare il tampone. Per quanto riguarda la famiglia, “su quanto successo prima del giorno 28 giugno 2020”, periodo nel quale l’uomo ha effettuato due viaggi in Serbia e Bosnia ‘importando’ il virus da un uomo deceduto mercoledì scorso, “non abbiamo informazioni certe e per tale motivo preferiamo non dire niente. Possiamo invece confermare che è stata attestata la positività al Covid-19 di Lino nella giornata di domenica 28”.

I familiari ricostruiscono l’accaduto, almeno nel suo epilogo: “Lui ha rifiutato il ricovero e seguendo le procedure sanitarie previste dal protocollo, è stato accompagnato in autoambulanza nella sua abitazione con tutte le attenzioni del caso per lui e per il personale sanitario coinvolto. Possiamo garantire che da domenica 28 a mercoledì 1 luglio (giorno del suo ricovero) è rimasto in isolamento presso la sua abitazione”.


“Confermiamo inoltre – aggiunge il comunicato – che durante quei giorni Lino ha avuto contatti con altre tre persone, attualmente in isolamento; due delle quali hanno già il risultato del tampone fatto, che è negativo. Aspettiamo entro la giornata di lunedì l’ultimo esito del tampone dell’ultima persona che comunque resta in isolamento a domicilio”.

Il racconto della festa di compleanno a Gambellara, invece, viene da Joe Formaggio, consigliere venero di FdI, amico dell’imprenditore: “E’ arrivato alla festa, si è seduto, ha mangiato pochissimo, quasi niente. Poi se ne è andato via. Una cosa strana perché in una situazione del genere sarebbe stato il mattatore della serata, avrebbe preso il microfono e avrebbe fatto le sue battute”.

Una festa all’aperto con servizio al tavolo a cui avrebbero preso parte un centinaio di persone, alcune delle quali non invitate direttamente. E questo rende ancor più complicata la ricostruzione della mappa reale dei presenti.

“Lo stesso imprenditore – racconta Formaggio, presente all’evento – non faceva parte degli invitati ma è stato portato all’ultimo momento da un amico”.

Il consigliere regionale martedì si sottoporrà al secondo tampone (il primo è stato negativo) ma ostenta fiducia, anche perché, dice, “è stato molto lontano dall’imprenditore, che ha salutato da lontano”.

Sabato sera, racconta, “non era il Lino solito”, accusando probabilmente già i sintomi del virus. Tutte le persone sedute al tavolo con l’imprenditore “hanno fatto il tampone e sono risultate negative”. Ma la ricerca dei possibili contagiati non può dirsi conclusa. “Al mattino aveva partecipato ad un funerale – conclude – e poi qualcuno mi ha detto di averlo visto parlare al bar, come nulla fosse”. Senza contare la donna, contagiata anch’essa, con cui l’industriale ha avuto un sicuro contatto.

Il coronavirus ha ritirato i suoi artigli ma non è scomparso. Le cronache della pandemia nel mondo raccontano una situazione tutt’altro che risolta con paesi che registrano nuovi focolai, contagi di ritorno, lockdown aboliti e poi ripristinati.

Il conteggio aggiornato parla di più di 530 mila vittime e oltre 11 milioni e 300 mila contagi in 196 paesi. Il primato negativo degli Stati Uniti con oltre 2 milioni e 800 mila casi e quasi 200 mila morti è dovuto, secondo Donald Trump, agli oltre 40 milioni di tamponi effettuati.

Nonostante i successi contro il virus celebrati dal presidente nel discorso del 4 luglio, la malattia continua a dilagare negli States con oltre 43.000 contagi nelle ultime 24 ore e 11.400 nuovi casi solo in Florida, la più colpita.

Il Covid-19 continua ad avanzare anche in America Latina. Subito dopo gli Usa c’è il Brasile con più di un milione e mezzo di malati e il Messico diventa il quinto Paese più colpito al mondo con oltre 30.300 decessi secondo i dati del ministero della Salute, sorpassando così la Francia.

“Siamo in stato di emergenza”, ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu aprendo la riunione di governo a Gerusalemme. Il tasso di contagio nel Paese è del 5 per cento contro il 2 per cento di 15 giorni fa e i positivi sono quasi 30 mila. L’infezione si estende allo stesso ritmo anche fra i palestinesi di Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est dove, secondo l’agenzia Wafa, il numero dei contagiati è salito a 4.250, il doppio di una settimana fa.

Nuovo lockdown per il secondo giorno consecutivo in Spagna. Dopo la Catalogna è la volta della Galizia dove la Generalitat ha decretato il confinamento dei 70 mila abitanti di La Marina a causa di un nuovo cluster con oltre 100 casi.

Ed è allarme anche in Inghilterra per i temuti effetti del ‘Super Saturday’, quando i pub hanno riaperto i battenti e la notte di bagordi nelle strade di Londra ha spinto il sindaco Sadiq Khan a lanciare un appello perché venga rispettato il distanziamento sociale.

Preoccupazione anche nei Balcani, dal Kosovo alla Croazia alla Serbia. E proprio con Belgrado – che ha registrato più di 300 contagi in 24 ore – la Grecia ha deciso di chiudere le frontiere almeno fino al 15 luglio, a quanto riferito da una portavoce del governo di Atene. Una misura che sarà rivalutata sulla base dell’evoluzione epidemiologica.

In Asia preoccupa soprattutto l’India che in 24 ore ha avuto un numero record di contagi e morti: più di 25 mila casi e 613 vittime, il più alto dall’inizio della pandemia a fine gennaio. Dati che la avvicinano alla Russia, per ora terza dopo Usa e Brasile.

L’allentamento di un rigoroso lockdown imposto il 27 marzo ha avuto conseguenze disastrose in Sudafrica: più di 10 mila infezioni in un giorno, il dato più alto in assoluto. I contagiati sono ufficialmente quasi 190 mila e i morti più di 3 mila, ma i numeri reali sono probabilmente molto maggiori.

Diventato obbligatorio l’uso della mascherina in Iran e anche qui il Covid-19 fa sempre più paura con il numero di vittime che ha oltrepassato gli 11.500 e quello dei contagiati che si è attestato a oltre 240 mila.

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