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domenico cuttaia prefetto venezia

L’accordo tra lo Stato e le Regioni è chiaro: se non c’è posto per gli immigrati, bisogna trovarglielo.

Mercoledì sera, però, c’è stata la rivolta dei cittadini con tanto di cancello chiuso con lucchetto e insulti per i 37 migranti arrivati alla colonia Morosini del Lido. Il giorno prima i dissidi si sono, invece, fatti sentire a Treviso, dove 39 profughi sono stati messi con il loro pullman davanti alla stazione dopo che il Comuni e luoghi dove potessero alloggiare avevano chiuso le porte. La situazione si è risolta dopo una lunga mediazione, con i profughi fatti alloggiare nei locali della comunità marocchina.

«E’ assolutamente necessario – ha dichiarato il prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia in una lettera ai sindaci della provincia e al presidente della Regione – individuare ogni utile disponibilità di accoglienza, per cui vi rivolgo un vivo invito a concorrere nella ricerca di possibilità».

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Il prefetto suggerisce anche, con l’occasione, di rimettere in sesto alcune vecchie strutture che, magari, dopo aver ospitato i profughi, possono essere riutilizzate anche per le città. Sul tavolo, ad ora, solo due convenzioni, con la Provincia che ha trovato nel palazzo dell’ex ufficio tecnico dell’ente, quella che da sulla Rampa del Cavalcavia, un possibile luogo per ospitare i migranti.

Il Comune, invece, sta vagliando alcune possibilità per cercare di spostare al più presto i nuovi arrivati dalla Colonia Morosini del Lido.

«Sarebbe sufficiente – secondo quanto riportato dalla nota delle prefettura veneziana – accogliere in media 9 persone per ogni comune già interessato dall’accoglienza, per poter così completare il sistema di accoglienza».

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