Il Vello D’Oro – La nuova edizione della nave di Argo

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Il vello d'oro

C’è un mondo che da sempre ha affascinato l’essere umano: quello della mitologia. Avventure senza tempo che l’Epos continua a tramandare di generazione in generazione, sia per i più piccini, sia per i più grandi. Ed ecco che torna in una nuova edizione, una delle opere più interessanti ed importanti che vede come protagonisti gli Dei dell’Olimpo: “Il Vello D’Oro” di Robert Graves, edito da Longanesi.

Per riavere il trono che gli è stato usurpato, Giasone raccoglie una sfida a tutta prima impossibile: raggiungere la Colchide per recuperare il Vello d’Oro. A far vela con lui a bordo della nave Argo sono i grandi eroi dell’antica Grecia, tra i quali Ercole, Orfeo, i gemelli Castore e Polluce, l’indovino Linceo e la vergine Atalanta. Protetti dalla Dea Bianca, ma costantemente in lotta contro una natura avversa, mostri, dei ostili e le ancora più insidiose trappole di seducenti eroine, gli Argonauti affrontano un’impresa che rischia a ogni passo di tramutarsi in tragedia.

Mettiamo subito bene in chiaro che il libro di Graves non è sicuramente una passeggiata. È un’opera densa, ricca di avvenimenti e di personaggi che prende il giro più largo, ma anche più interessante, per raccontare la vicenda di Giasone e degli Argonauti. Veniamo così a scoprire cose che, prima non si conoscevano e di quanto, all’alba dei tempi, il mondo delle divinità fosse alquanto, per dirla con una parola d’oggi, femminista. Una scelta curiosa che cambia un po’ le carte in tavola di un mondo che si credeva fosse guidato solamente da Zeus, Poseidone e Ade.

Graves è un autore colto, amante del periodo ellenico e di quello latino e riesce a dare a questo racconto una vivacità senza precedenti, trasformando quelle che furono divinità intoccabili in esseri umani, con i loro difetti e i loro pregi, con le loro colpe e il bisogno di ritrovare se stessi e il senso della vita attraverso il viaggio e l’avventura.

La cosa sicuramente interessante de “Il vello d’oro” è il lessico che l’autore usa. Parole ricercate, struttura delle frasi non sempre scontata, portandoci quasi indietro nel tempo, in una prosa scorrevole e attenta, che guarda al passato tenendo ben presente la sua contemporaneità. Un libro per chi ha amato le opere di Fielding e l’avventura di Swift.

Sara Prian

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