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Questo sindaco incapace e parolaio, che si è attribuito addirittura il referato della Cultura(sic!), cerca di coprire il suo fallimento e la sua inerzia attraverso una cortina fumogena di dichiarazioni estemporanee e provocatorie.

Anziché metter mano nella selva di partecipate, razionalizzare un’elefantiaca macchina comunale, tagliare consulenze e quadri dirigenziali, ritrattare i contratti derivati capestro, smontare il carrozzone della Fondazione Musei Civici che divora ogni anno milioni di incassi provenienti da Palazzo Ducale, rivalorizzare uno dei patrimoni immobiliari più cospicui di Italia, cerca di accattivarsi la simpatia dei cittadini buttando l’idea, come se fossero suoi, di vendere i più preziosi beni pubblici (nostri, dei cittadini stessi) a favore, egli dice, del mantenimento degli asili o della ristrutturazione delle scuole.

Ma per questo non esistono i tanto pubblicizzati programmi “#scuolenuove”, “#scuolebelle” e “#scuolesicure” dell’altrettanto logorroico capo del governo che così tanto ammira? Perché non si chiede come mai a Venezia non sia previsto l’arrivo di un solo centesimo dei 64.894.306,18 euro già stanziati allo scopo dal Governo per il Veneto? E perché, ancora, non rivendica attenzione dall’”amico” Zaia, visto che, non più tardi di quattro mesi fa, egli è riuscito a stanziare ben 54 milioni di euro a favore dei soli asili nido e delle scuole d’infanzia paritari del Veneto?

Per giunta Brugnaro annuncia che venderà all’aeroporto terreni il cui valore, una volta che vengano resi edificabili, risulta superiore a 100 milioni di euro (per “aiutare il Casinò” che, a nostra memoria, in realtà era stato costituito per “aiutare Venezia”), minimizzando sull’impatto ambientale e affossando definitivamente il progetto di un nuovo stadio. Nonostante ciò continua a piangere miseria, e pare non avvertire la contraddizione, la non credibilità, di chi grida a un indebitamento a cui non riesce a far fronte e nel contempo pensa di dare il via libera a faraonici lavori di scavo nella laguna, che evidentemente presuppongono il reperimento di altrettanto faraoniche risorse economiche.

Quanto all’improvvida uscita sull’alienazione di capolavori (Klimt, Chagall…) che per fortuna vincoli di legge impediscono, appartengono a pieno titolo alla storia della Venezia novecentesca, così come le appartengono la schiera di opere italiane e straniere provenienti dalla venezianissima e internazionalissima Biennale d’Arte.

Questo sindaco non arriva nemmeno a capire che, togliendo le opere di maggiore attrazione dal museo di Ca’ Pesaro, il museo stesso, già in progressivo calo di visitatori per il disinteresse strategico e uno sconcertante nuovo allestimento voluto dalla direttrice scientifica dott.ssa Belli, finirà ulteriormente per perdere quote di mercato e chiudere. Una prospettiva nemmeno tanto lontana visto che sempre più la Cultura, anziché essere considerata come valore in sé, dunque inestimabile, viene stimata per i soli incassi che procura e per le quotazioni d’asta che raggiunge.

Diffidiamo Brugnaro dal voler perseguire un pareggio di bilancio attraverso vendite indiscriminate.
O vuole svuotare Ca’ Pesaro di senso fintantoché, a “furor di popolo”, non venga venduto per essere trasformato nell’ennesimo albergo?

Movimento 5 Stelle del Comune di Venezia

13/10/2015

Riproduzione Riservata.

 

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