Il Salone del Libro Torino-Milano non s’ha da fare

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Scontro di cultura: il Salone del Libro Torino-Milano ”non s’ha da fare”. Nessun accordo fra le due città, che avranno così due differenti saloni della letteratura: Milano dal 19 al 23 aprile, Torino dal 18 al 22 maggio.

“Con molta amarezza e nella consapevolezza di avercela messa tutta” lo annuncia il ministro dei Beni Culturali e del Turismo, Dario Franceschini con il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini al termine dell’incontro, al Mibact, seguito al tentativo in questa settimana di mediare fra le parti.

Dopo una riunione “complicata” durata un’ora e mezza, con le rappresentanze di tutte le parti, il presidente dell’Aie Federico Motta dice: “La nostra idea era creare a Torino la più grande libreria d’Italia” e aggiunge: “Torino ha un problema legato ai vincoli dello spazio espositivo, il Lingotto”.

Il presidente ha poi precisato: “Mi definiscono guastatore ma vorrei dire che da parte nostra c’e’ la più grande apertura e disponibilità a supportare diverse attività e il territorio di Torino”.

“Noi abbiamo portato una proposta molto forte di un unico evento nelle due città: a Milano, dove ha sede l’Aie, con gli editori con i loro libri negli stand e a Torino con specializzazione sui librai. Si dava così voce a entrambe le filiere” spiega la presidente della Fabbrica del Libro, Renata Gorgani che conferma anche le date per la manifestazione milanese.

A riassumere il clima e la perdita di questa opportunità, è stato l’editore CArlo Galluci: “Ci rimettiamo tutti. Oggi cultura e ragione hanno perso”.

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