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Un’odissea nell’incubo peggiore che possa realizzarsi: mettere in ginocchio la superpotenza degli Stati Uniti d’America. A trasportare il lettore in questa catastrofica ma avvincente vicenda mondiale, sono il famoso scrittore di best seller James Patterson e l’ex presidente degli USA, Bill Clinton con il loro thriller ”Il presidente è scomparso” (Longanesi, pagg. 496, €22).

La Casa Bianca è la residenza del Presidente degli Stati Uniti, la persona più osservata, controllata e protetta del mondo. Ma allora come fa un Presidente a scomparire da lì senza lasciar traccia? E soprattutto, perché dovrebbe farlo? Se lo chiedono in molti e a scoprirlo a poco a poco, sarà il lettore stesso.

Questo romanzo, nato da una collaborazione di qualità, vuole raccontare e svelare alcuni dei misteri (anche se forse solamente di fiction), che attorniano Capitol Hill. Chi meglio di Bill Clinton, può descrivere con accuratezza i segreti (chi sa se effetivamente ripresi dalla realtà!) che permeano le mura di quella fortezza inaccessibile?

Legami di potere, doppi giochi e un uomo sempre criticato, qualsiasi decisione prenda. È lui, il presidente degli Stati Uniti, che sono però i veri protagonisti del thriller. Una minaccia esterna, inizialmente non così ben individuata, li mette a rischio e, nel Nuovo Millennio, se si vuole mettere in ginocchio un Paese, è meglio puntare alla tecnologia e alle comunicazioni.

A poco a poco, il lettore verrà travolto dagli avvenimenti, scoprirà i retroscena e le difficoltà psicologiche che accompagnano la vita del Presidente, i meccanismi e le logiche di potere, nonché il suo lato umano: di chi può effetivamente fidarsi? La guerra è lo spettro che accompagna lui e altri protagonisti della vicenda; ancora viva dentro di loro, li guiderà nelle scelte, decretandone infine, il destino di una nazione.

Inutile sottolineare la bravura dei due co-autori. James Patterson e Bill Clinton sono riusciti a creare un thriller che lascia con il fiato sospeso, che invita a proseguire, con un impianto molto cinematografico (il dicorso finale del Presidente ricorda molto quello di Charlie Chaplin a chiusura de ”Il Grande Dittatore”) e che fa riflettere.
Troppa tecnologia ci distruggerà? Può diventare un’arma da scagliarci contro? Davvero non ci ricordiamo più cosa significhi vivere senza?

Alice Bianco
Riproduzione vietata

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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