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il mare infinito

Qualche settimana fa è uscito nelle nostre sale il primo adattamento de “La Quinta Onda” di Rick Yancey e, come ogni trilogia che si rispetti, il tutto finisce con un cliff hanger che vi porta ad attendere il secondo capitolo. In attesa però che la cellulosa si trasformi in celluloide anche per la seconda parte, Mondadori ci permette di leggere anche in Italia “Il mare infinito“, così da poter continuare a seguire le avventure di Cassie e i suoi compagni in un’opera fortemente riflessiva e dal forte impatto emotivo.

Sopravvivere alle prime quattro onde sembrava impossibile eppure Cassie Sullivan e i suoi compagni ci sono riusciti.Con gli Altri alle costole, Cassie, Ben e Ringer si trovano di fronte a una scelta difficile: prepararsi ad affrontare l’inverno sperando nel ritorno di Evan Walker o partire alla ricerca di altri sopravvissuti. Perché il prossimo attacco è inevitabile – e imminente.

La sensazione che si ha dopo le prime righe, è che Yancey più che all’azione sia fortemente interessato all’introspezione dei suoi personaggi a farceli conoscere di più, a farci riflettere, sorridere, arrabbiarci e anche soffrire. Sì perché se di Cassie conosciamo quasi tutto, ne “Il mare infinito” è dato grande spazio alla vicenda di Ringer, un personaggio tosto e probabilmente tra i migliori della letteratura contemporanea. Un muro di ghiaccio che si scioglie pagina dopo pagina, scritta con talmente tanta partecipazione che ci trova assolutamente incapaci di non empatizzare con lei.

Ma la lotta alla sopravvivenza è ancora il perno centrale dell’intera vicenda, nonostante le location siano poche, Yancey riesce a tenere alta la tensione per tutta la durata del libro. Ed è proprio la sua prosa così sentita (basta leggere i ringraziamenti alla fine per capire quanto l’autore ci tenga a questi personaggi) così a tratti struggente che porta il lettore ad una riflessione profonda che, almeno per il primo capitolo, la trasposizione cinematografica non è riuscita a regalarci.

Uomini e alieni, che si fondono e confondono, non poi così diversi, dove il male è solo un punto di vista, è solo il rovescio di una medaglia distorta, dove si percepisce un amore infinito per il nostro pianeta che l’essere umano giorno dopo giorno distrugge. E allora chi sono i veri cattivi e qual è l’elemento atto a salvare l’uomo? La speranza. La voglia di rimettersi in gioco e vivere non solo per se stessi, ma per qualcuno. Ecco che allora la crescita del personaggio di Ringer è assolutamente cruciale per il percorso di riflessione di Yancey. Amare il prossimo, mantenere le promesse, perché solo così si può riacquistare quell’umanità che abbiamo perso per strada.

“Il mare infinito” è un secondo capitolo passionale ed intenso che scontenterà gli amanti della grande azione (che comunque non manca di farsi sentire), ma che verrà amato da tutti quelli che da un libro vogliono potersi emozionare.

Sara Prian

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