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Ci aveva già colpito molto con la sua scrittura e la sua malinconia esordendo con il romanzo La manutenzione dei sensi, ritorna in libreria il 2 maggio, il giornalista Franco Faggiani, autore di Il guardiano della collina di ciliegi (Fazi Editore, pagg. 388, €16,00). Un racconto ispirato alla storia vera del maratoneta olimpico giapponese, Shizo Kanakuri e alle sue peripezie esistenziali; un romanzo-reportage, che abbraccia la natura, il silenzio e dimostra come sia importante terminare qualcosa che si è iniziato: ”fino alla fine”.

Shizo Kanakuri, dopo una serie di vicissitudini e incredibili avventure, ottenne il tempo eccezionale di gara di 54 anni, 8 mesi, 6 giorni, 5 ore, 32 minuti e 20 secondi, alla maratona di Stoccolma.
Nato a Tamana, nel Sud del Giappone, Shizo venne notato giovanissimo per l’estrema abilità nella corsa. Grazie al sostegno dell’Università di Tokyo e agli allenamenti con Jigoro Kano, l’allora ragazzo, ebbe modo di partecipare alle Olimpiadi svedesi del 1912.
Dopo un movimentato e quasi interminabile viaggio per raggiungere la capitale, Shizo, già dato come favorito e in buona posizione nella maratona, a meno di sette chilometri dal traguardo, mancò il suo obiettivo e, per il disonore, sparì nel nulla, dandosi alla fuga. Da qui ha inizio la storia travagliata di espiazione e conoscenza, che porterà il protagonista prima a nascondersi per la vergogna, poi a trovare la pace come guardiano di una collina di ciliegi.

”Correre restava la mia forma di preghiera”, così afferma il protagonista, figlio di un sacerdote scintoista, fedele servitore dell’imperatore e di una madre che non mostrò mai per lui, nessun tipo di affetto. Shizo appare subito come un ragazzo e uomo, dedito alla disciplina e al rigore, forse per questo, in perenne senso di colpa, verso i genitori, l’imperatore ed il proprio Paese.

È nel silenzio della natura, nella solitudine umana e nella compagnia animale o vegetale, che Shizo si trova a suo agio. Per lui correre significa libertà, perdersi però, in mezzo alla natura: l’unica cosa importante è partire ed arrivare fino alla fine.

Purtroppo (e non vi svelo il perché), nella corsa più importante della sua vita, quella delle Olimpiadi del 1912 a Stoccolma, il ragazzo con tutta la responsabilità del Giappone sulle spalle, però fallisce.
Lo sport, che all’epoca veniva visto dall’imperatore giapponese e dal governo stesso come carta da giocare per le nuove alleanze, soprattutto occidentali, diventa così un arma a doppio taglio per Shizo, che disonora il popolo e che per la vergogna decide di scappare.

Da questo momento in poi, ha inizio la seconda fase (durata alcuni anni) dell’esistenza di Shizo: cambia identità, Paese e professione, finché la mancanza del Paese d’origine si fa sentire e decide di ritornarci. È qui che ha inizio la terza fase, quella degli affetti, sia per una nuova famiglia che per l’amore mai terminato: quello con la natura.

Intrecciando realtà e fantasia, Franco Faggiani descrive, con sommaria bravura, la parabola esistenziale di un uomo che, forte di una rinnovata identità, sarà pronto a ricongiungersi con il proprio destino, saldando i conti con il passato.
È il caso di dire che con Il guardiano della collina dei ciliegi, l’autore abbia dato importanza ancora una volta ai dettagli, ed sono proprio la scrittura e i temi tanto cari già, trovati su La manutenzione dei sensi, che ritrovano nei paesaggi giapponesi, la loro dimora, dimostrando ancora una volta la sensibilità di uno come Franco Faggiani.

Alice Bianco

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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