Il Gigante Sepolto – La nuova fantastica storia di Kazuo Ishiguro

ultimo aggiornamento: 08/10/2015 ore 18:39

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Il gigante sepolto

Da quando era uscito “Non lasciarmi”, erano in molti ad attendere il ritorno di Kazuo Ishiguro che torna sui nostri scaffali grazie ad Einaudi con “Il gigante sepolto” (traduzione di Susanna Basso), in una storia che vede protagonisti Axl e Beatrice partiti per un viaggio alla ricerca del figlio tra le terre dei britanni e dei sassoni dove da tempo Re Artù ha portato la pace. Ma il mondo è molto altro rispetto a quello a cui siamo abituati e i due si troveranno a confrontarsi con creature fantastiche e magia.

Altro non possiamo dirvi, perché parlare di più ci porterebbe a rivelare alcuni elementi chiave della storia che vogliamo assolutamente vi godiate come è accaduto a noi. Sì perché “Il gigante sepolto” è un romanzo che, nella sua atipicità, procede per continui svelamenti e ci porta ad assaporare odori, profumi e sguardi di quella Britannia nebbiosa. Quella stessa nebbia, atipica perché fa comportare in maniera strana la gente, che permette al lettore di calarsi in un’atmosfera surreale, quasi atemporale.


Ishiguro ci fa subito entrare nella storia e ci porta, immediatamente, a porci delle domande, mentre ci dispone davanti piccole tessere di puzzle che dobbiamo cercare di ricomporre mano a mano che preocediamo con questa meravigliosa storia. “Il gigante sepolto” suggerisce, non narra, e mette il lettore in un ruolo attivo, come quello dei personaggi stessi.

Parlavamo della nebbia, ecco essa non è soltanto “fisica” “tangibile”, ma è soprattutto spirituale. Axl e Beatrice vivono in una confusione lucida, che si aggrappa al presente attraverso le sue certezze indistruttibili, ma dai contorni sfocati e poco delineati. Isghiguro a questo punto è un maestro nel mantenere alta e costante l’attenzione e la tensione, facendo percepire al lettore che qualcosa sta incombendo, ma non si sa cosa, così anche noi ci ritroviamo ad essere viandanti su quel “tratturo serpeggiante”, a guardarci alle spalle, a scrutare in quella nebbia reale ed interiore in attesa di un qualcosa, che si svelerà pian piano, anche se non avrà mai i contorni davvero delineati.

Per Ishiguro l’elemento fantasy, così lontano dai suoi soliti lavori, diventa reale e noi ci crediamo, perché la sua prosa è solida ed è calata in una realtà, quella medievale, dove è più facile che il nostro immaginario accetti creature soprannaturali. Eppure “Il gigante sepolto” nella sua realtà, risulta quasi un viaggio onirico, filtrato dallo sguardo di Axl e Beatrice, il fantastico c’è, esiste, ma non deve essere per forza di cose innalzato su un piedistallo: è lì. esiste, accettatelo, fine.
Un’opera pazzesca, grandiosa, che non metterà di certo tutti d’accordo (molti faticheranno e avranno da ridire su alcuni passaggi), ma assolutamente imperdibile.


Sara Prian

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