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sabato 16 Ottobre 2021

Il fascino discreto e intramontabile di Venezia

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Per eccellenza, Venezia è sempre la più nota e apprezzata città romantica. Unica al mondo, Venezia eccelle anche per la sua bellezza, per la sua armonia, per il suo modo raffinato di saper unire arte e acqua, cultura e natura.
A Venezia, l’essere umano si trova al centro, proprio perché è circondato da infinite bellezze. Oltretutto, visto che non circolano auto, un piacevole silenzio, rotto solamente dai tradizionali richiami dei gondolieri, accompagnerà il visitatore nelle varie stupefacenti calli di Venezia.
Pur essendo un trionfo di splendori, Venezia, fin dalla sue origini, è sempre stata minacciata da invasioni, da malattie così come si è sempre dovuta confrontare con le dinamiche di un elemento incostante come l’acqua.
Pur tuttavia, grazie, anche, alla tenacia dei veneziani, nel corso dei secoli, si è riuscito a far sì che un ambiente paludoso e sostanzialmente ostile, sia divenuto quel paradiso che, oggigiorno, tutti desiderano ammirare.
La Serenissima, dunque, oltre che essere un inimitabile esempio di urbanistica, è un capolavoro che deve essere salvaguardato e preservato.
Universale destinazione superstar, anche Venezia, a causa della pandemia del covid, ha sofferto. Ma, ancora una volta, è pronta a riemergere e a tornare ad essere una più che apprezzata meta turistica.
Per troppo e lungo tempo, nella Città dei Dogi ha regnato un cupo e triste silenzio che, di fatto, ha paralizzato un intero comparto.

A causa del coronavirus, Venezia, infatti, è stata letteralmente svuotata dei suoi annuali milioni di visitatori. Negozi, musei, alberghi e ristoranti, bar e via dicendo, hanno perso tanto denaro, senza, poi, dimenticare i numerosi lavoratori che si sono, improvvisamente, trovati ad essere disoccupati o in cassa integrazione.
In pratica, quasi in un battito di ciglia, si è passato da un estremo all’altro. Infatti, se prima del coronavirus, Venezia si preoccupava di un certo turismo distruttivo e assolutamente invasivo, ora incombe l’incubo di vedere tutto chiuso.
Pur tuttavia, seppure possa risultare nefasto, anche dai momenti cupi è bene imparare. Infatti, come è da augurarsi, ben presto Venezia tornerà ad essere una città meta di infinite schiere di turisti. Questo, però, non deve significare che, per far quadrare i bilanci, ci si debba dimenticare che, fin troppe volte, Venezia si sia trovata ad affrontare, oggettivamente, fin troppi turisti.
Quindi, come può essere utile il saper acquistare azioni, si dovrà fare in modo che le presenze a Venezia vengano ad essere maggiormente distribuite nel corso dell’anno.
Infatti, in tempi non sospetti, ovvero quelli antecedenti al coronavirus, più volte era stata evidenziato che, a fronte di presenze giornaliere che potevano arrivare anche ben oltre alle novantamila unità, Venezia era in grado di poter ospitare non oltre trentamila persone al giorno.

In altre parole, dato che nei prossimi anni il numero di visitatori, di certo, tornerà ad essere in crescita, è bene evitare che Venezia finisca ad essere, nuovamente, in preda a mere azioni speculative. Ovvero, sarà bene evitare che questo patrimonio non sia, ancora una volta, alla mercé di orde barbariche di turisti e che predomini una cattiva gestione del turismo. In caso contrario, si andrebbe ad innescare un pericoloso meccanismo che, inevitabilmente, porterà a sperperare, a depauperare e a distruggere un patrimonio culturale di incalcolabile valore.
Pertanto, seppure Venezia possa rappresentare la classica gallina dalle uova d’oro, questo, tuttavia, non deve assolutamente significare che sia ammissibile che possa venire ad essere divorata dal turismo di massa. Gli effetti sarebbero sicuramente ben più catastrofici di quelli che Venezia ha dovuto soffrire a causa del coronavirus.
La Serenissima, nonostante la sua indiscussa gloria, è fragile. Motivo per cui è compito di tutti salvaguardarla.
Un altro principio che sarebbe bene ricordare, è quello riguardante la diversificazione del rischio.
Difatti, sarebbe strategicamente fatale obliare i rimanenti problemi cronici che, a causa della pandemia di coronavirus, sono stati, ovviamente, accantonati, ma che, tutt’ora, assillano ancora la stupenda Venezia. Andando a concludere, oltre che puntare al turismo, è necessario riportare in auge l’antica identità creativa e artigianale, ossia il fascino discreto e intramontabile di Venezia.

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Redazione
A cura della Redazione di www.lavocedivenezia.it

Data prima pubblicazione della notizia:

2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Vorrei ritrovare una vera città ricca di storia e dall’atmosfera unica. Non una Disneyland infestata dalla paccottiglia di ogni genere , dall’ignoranza e dalla barbarie.

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