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domenica 19 Settembre 2021

Il coraggio di non piacere di Ichiro Kishimi e Fumitake Koga– Filosofia e psicologia a confronto

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La felicità è semplice? Il mondo è semplice? Si può cambiare? Cosa puoi fare con le tue risorse? Va bene, così come sei? Tanti sono i quesiti esistenziali o meno, che pongono Ichiro Kishimi e Fumitake Koga nel loro libro-saggio ”Il coraggio di non piacere” (De Agostini, pagg. 279, €16,90).

Un suggestivo dialogo notturno tra un saggio filosofo e un giovane uomo.
Dalla loro conversazione, impariamo che: dobbiamo essere noi stessi, senza preoccuparci di cosa pensano gli altri; possiamo lasciar andare il passato e dare inizio al nostro presente, senza pensare al futuro; che dobbiamo vivere la nostra vita, non quella di qualcun altro; che i rapporti sul lavoro sono facili, una volta che si capisce che sono alimentati da interessi comuni e che il lavoro non deve invadere tutta la nostra vita ed infine, che le relazioni affettive sono i rapporti più impegnativi, ma anche più belli.

La notte, quando si tirano le somme, è il momento della giornata in cui i due e soli protagonisti di questo saggio atipico, si ritrovano a condividere una bevanda e due poltrone, nella casa del filosofo, il ”saggio”.

”Devi trovare il coraggio, soprattutto di non piacere”, questo il consiglio che il filosofo dà al suo nuovo pupillo. La felicità autentica, secondo lui, che segue la corrente dello psichiatra e psicologo Alfred Adler (vissuto all’epoca di Freud e dal quale si scostò), sembrerebbe consistere nel liberarsi dal giudizio altrui e quindi avere il coraggio di non piacere agli altri, per forza, sarebbe la soluzione migliore per raggiungere la felicità.

Sempre secondo il filosofo, l’Io individuale, deve essere determinato dalla teleologia (lo studio dello scopo di un dato fenomeno anziché della sua causa), non deve esistere il concetto di trauma passato (eziologia, lo studio della causa-effetto). A tal proposito, le emozioni possono anche essere controllate, ma soprattutto la teleologia può portare al positivismo, mente l’eziologia porta al pessimismo.
e teleologia

Il giovane invece, crede che la felicità sia un’illusione, in un mondo caotico e pieno di contraddizioni, in cui tutti vogliono apparire e si sentono in perenne competizione tra loro. Il saggio invece è convinto del contrario: che il mondo sia un luogo semplice e che la felicità sia alla portata di tutti, basta semplicemente vivere nel presente lasciando andare il passato ed essere se stessi senza condizionamenti esterni.

Ognuno, anche dopo aver letto questa recensione, potrà già farsi qualche opinione, quello che vi consiglio semplicemente di fare, è provare a leggere questo saggio, anche solamente un po’ per volta, perché può essere un ottimo strumento per riuscire a capire meglio e migliorare, l’esistenza che stiamo vivendo.

Alice Bianco
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