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Secondo me, io penso che:

sulla nuova legge relativa agli alloggi pubblici e sul rischio sfratti anche per “eccesso di risparmio” credo valga la pena fare alcune considerazioni e dei chiarimenti.

Premetto che Venezia mi sta a cuore quanto i suoi abitanti, ma senza di essi, ricchi o poveri, la città morirà, e mi meraviglia che chi si riempie la bocca di federalismi e autonomie, non abbia minimamente accolto il mio appello per una “moratoria” in relazione alla specificità di Venezia dove il mercato affitti a residenti è praticamente inesistente.

Non sono nuovo nell’interessarmi di Venezia e del problema casa, essendomi occupato da anni anche di Ater, L.R. 10/95 e 10/96 (ora abolite), avendo pure contestato, in Commissione (da cittadino, Veneziano D.O.C.), un precedente Assessore, quando non intendeva incrementare gli alloggi a canone sociale (ERP), ma solo quelli a canone “calmierato” (moderato, ovvero “Social Housing”), poiché qualcuno riteneva che… non si potesse riempire Venezia solo di poveracci.

Bisogna però anche chiarire la differenza tra Isee e Isee ERP: l’ISEE E.R.P. sembra si calcoli sull’ISEE normale, in base a specifici criteri ed articoli che dovrebbero essere emanati a breve.

Prima invece il reddito ai fini del diritto all’alloggio del Comune, era calcolato, se ben ricordo, al 60 % se proveniente da lavoro dipendente, 100 % se da lavoro autonomo.

Peccato che per chi “evadeva” quest’ultimo, quel 100 % per certi soggetti di categorie ben conosciute poco contava, e purtroppo credo che anche con questa nuova legge poco conterà pure l’Isee ERP di questi soggetti, dato che i soldi forse sono già in qualche ”paradiso fiscale” o in Svizzera da tempo…

Chi probabilmente verrà ancora una volta colpito è il risparmiatore onesto (in barba alla Costituzione che dovrebbe tutelare il risparmio) che magari crede ancora che tenere i soldi in libretti e conti anche postali produca interessi (e invece paga prevalentemente spese e bolli!), e magari sacrifica da anni per dare un futuro ai figli o assistenza ai genitori anziani, o magari sperare, un giorno, di diventare indipendente dagli alloggi pubblici (talvolta in condizioni molto precarie…!) acquistandone uno proprio, a tutto vantaggio di Ater e Comuni.

Questo tipo di sacrificio non credo debba essere considerato essere “ricchi”, ma tutelare il proprio futuro e quello della famiglia o cercare un alloggio proprio.

Detto questo, è ovvio che bisognerebbe dare la precedenza a chi non ha nemmeno dei risparmi in banca, o quei 60.001 euro (erosi ogni anno da inflazione, bolli, imposta “patrimoniale” allo 0,2 %, regalo di Monti, con interessi corrisposti al misero 0,01%, ovviamente al lordo del 26 % di tasse!) che, a quanto pare, in Lombardia sono di per se stessi sufficienti, forse anche con reddito la lavoro zero, per essere mandati in strada.

Ci auguriamo che anche in Veneto non finisca così.
Ciò potrebbe essere accettabile in una periferia, dove magari un bilocale da acquistare a quel prezzo si trova, ma non certo a Venezia dove, con tali cifre, non si trova nemmeno un magazzino ammuffito con acqua alta…

Credo anche che il concetto da me sostenuto, riferito a Comuni e Ater, di “beneficiare” di chi può pagare affitti ben superiori al minimo di 40 euro previsti possa fornire risorse economiche maggiori, rispetto a quelle che tali enti possono attualmente investire, e tali da consentire un rapido restauro dei numerosi alloggi attualmente sfitti.

In questo modo credo si metterebbero a disposizione molti più alloggi, rispetto a quelli derivanti dal concetto di “rotazione degli inquilini” nello stesso esiguo numero di case disponibili.

Quello che volevo sottolineare è che a Venezia non ci sono molte alternative agli alloggi pubblici nemmeno per i “meno poveri”, che quindi rischiano di finire in terraferma.

Inoltre, chi riuscirà a trovare un alloggio in affitto per residenti, magari a 1200 euro al mese, i 60/70.000 euro risparmiati in 5/6 anni li “regalerà” ai locatori, e in 5 / 6 anni tornerà nelle graduatorie per chiedere nuovamente un alloggio E.R.P.: cosa cambia così?

Credo quasi nulla: i prezzi degli alloggi a Venezia, vista la nuova domanda di molte persone, aumenteranno ancora, i locatori si arricchiranno e magari poi al rinnovo del contratto chiederanno di più e sfratteranno, gli inquilini “ricchi” torneranno ”molto poveri”, torneranno a dipendere dagli alloggi E.R.P., mentre le Ater/Comuni avranno perso magari 500 euro al mese (di un ipotetico affitto adeguato al reddito ISEE ERP invece di uno minimo di 40 €), che per 5 o 6 anni diventeranno 30.000/36.000 euro e quindi un restauro di alloggi vuoti.

Ritengo giusto che la capacità economica di un soggetto debba essere calcolata sul reddito (VERO), e pure magari sul rendimento dei risparmi (anche se incomprensibilmente solo presunto, pari rendimento medio BTP decennali, anche se i soldi in conto corrente rendono zero, spesso si paga il bollo di 34,20 euro fissi, il “canone”, e la tassa 0,2 % (non sugli interessi, ma sull’intero risparmio!), messa se ben ricordo da Mario Monti), ma quello che non ritengo corretto, e che pare sia previsto in Lombardia, è che, magari anche se di è disoccupati, ma si possiedono dei modesti risparmi (che in questo caso servono a “tirare avanti”), questi bastano per se stessi per finire in strada.

Questo, almeno a Venezia significa l’esodo certo per centinaia di famiglie (quelle “ingenue” che si sono fidate della “tutela del risparmio”, e non per quelle furbe che sanno come va in Italia…).
Per questo chiediamo delle eccezioni, almeno per questa città.

Non si sa ancora quali saranno i parametri adottati per “creare” l’ISEE E.R.P., ma credo che, almeno a Venezia, si dovrebbero lasciar vivere le ultime famiglie di residenti nelle attuali abitazioni, adeguandone però di certo il canone (giustamente in base al reddito EFFETTIVO da lavoro, al netto delle tasse e al reddito EFFETTIVO da capitale, magari al netto di tasse ed oneri).

E’ da considerare comunque che se le famiglie del ceto medio-basso saranno davvero così ricche da potersi comprare un alloggio a Venezia, il nuovo affitto che dovranno pagare farà da se il suo lavoro: se troppo elevato, queste lasceranno le abitazioni subito, senza attendere i due anni.
Quelle invece che, pur con dei risparmi, non avranno alternative, pagheranno un affitto adeguato (magari non come quello “sciacallo” di mercato) che contribuirà generosamente a rimpinguare la casse di Comuni e Ater, consentendo acquisti e restauri di alloggi da assegnare a breve ai soggetti “più poveri” presenti in graduatoria.

Il libero mercato della casa, non danneggia solo i poveri o i meno poveri, ma anche chi viene definito di “ceto medio” per aver risparmiato una vita, ma senza comunque potersi permettere i prezzi di Venezia.

Mi pare un ragionamento logico ed equo, considerando che non fa certo piacere nemmeno che altri veneziani rimangano a vita in graduatoria…
Il diritto alla casa dovrebbe valere per tutti, e va garantito con investimenti, non con sfratti.

Mi sconcertano le voci su ipotetiche “intenzioni” del Comune di fare un bando per far venire a Venezia i cittadini della terraferma (che poco o nulla ci pensano di complicarsi la vita, dopo aver “assaporato” le comodità della terraferma), mentre magari non fa nulla per tenersi quelli che già ci sono (e si sono adattati alle difficili condizioni di vita della a Venezia).

Hanno reso precario o introvabile il lavoro ed insonni le notti di migliaia di italiani: vogliono pure precarizzare anche la casa, per farli arrivare all’angoscia ?

Non credo serva questo! Ancor meno a Venezia.

Chi di dovere è invitato ancora una volta ad intervenire adeguatamente.
Basta guerre tra poveri!

Questo è il mio modesto pensiero.

Prof. Fabio Mozzatto – Veneziano D.O.C.

Riproduzione Riservata.

 

2 persone hanno commentato questa notizia

  1. Gentile concittadina, nulla di ciò che ha scritto è fuori tema: il tema è unico, solo che nessuno se n’ è occupato in questi anni. Altri erano i temi ben più interessanti per chi ci ha governato: salvare le loro banche e i relativi Boschi, privilegiare i treni Frecce nascondendo i Regionali (vedere link: http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2017/08/10/news/regionali-nascosti-il-musicista-ostinato-e-la-battaglia-dei-treni-1.15721257), salvare vitalizi, pensioni d’oro e baby, privilegi, “cocchi di mamma Rai” con “contratti a vita” non certo interinali, (Magalli, Marzullo, Vespa, Angela più figlio, ecc., per quanto bravi possano essere) pagati coi soldi nostri e pare senza nemmeno il limite nel compenso, ora previsto, se non erro, per altri incarichi in altri settori. Il Comune secondo me pensa piuttosto a come fare altri voti facendo contenti gli sportivi con una ennesima cementificazione per il nuovo palasport ai Pili, altri pensano di cementare gli ultimi campi di Mestre per fare”Tessera city”, ovviamente con stadio per far contenti altri potenziali elettori. A nulla importa se i residenti soffocano nello smog tra navi, aerei, mototopi e taxi! E qualcuno, dopo PFAS diossina, fosfogessi, CVM, PVC e amianto che hanno fatto potenzialmente decine di morti tra lavoratori e Veneziani, sta già pensando, più che ad una estensione doverosa del Parco S.Giuliano per dare ossigeno e trattenere le polveri, di metterci i rifiuti tossici delle mafie! Dalle elezioni mi pare sia uscita un’ultima speranza politica: dopo l’amico dei banchieri che ha reso servi senza diritti i lavoratori, il pregiudicato pure revocato come Cavaliere, l’utopico della Padania che laurea i figli in Albania, l’Expo “Ladrona” senza indagini”tra i Maroni” e il discepolo che, contrariamente al “tutti a casa loro”, fa eleggere senatori africani (senza razzismo, ovviamente), non di resta che provare il “nuovo”, confidando “nelle stelle”, ma che se fallisce, allora non c’è speranza e non resta che fuggire da questo Paese, le cui mafie arrivano ormai a comandare persino i governi in Slovacchi. Questo è il mio modesto pensiero. Prof. Fabio Mozzatto

  2. https://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/venezia_stangata_tassa_soggiorno_case_turisti-3307690.html

    ho messo il link di questo articolo del Gazzettino del 17 ottobre 2017, si parla della tassa di soggiorno per i turisti che va dai DUE euro per la CASA POPOLARE ai CINQUE euro in vigore dal 1° gennaio 2018. Per casa popolare si intende proprio di “PROPRIETA’ PUBBLICA”? Se è così, è inutile ogni commento, recitiamo una requiem per Venezia. Non riesco a capire come il Comune di Venezia possa pensare di fare un bando per far arrivare residenti dalla Terraferma, quando i veneziani del centro storico vanno esiliati a forza a Murano o ancor di più alla Giudecca. Voglio porre l’attenzione sulla difficile situazione economica generale del nostro tempo, dove il lavoro è solo PRECARIATO mal pagato e licenziamenti a ruota. 93 ex precari storici del Comune di Venezia licenziati, lavoratori Coin senza lavoro, lavoratori dei Musei Civici Venezia, si spera di no, e, quante altre situazioni come queste in città ed in tutta Italia? Questa che chiamano “democrazia” ha distrutto tutto il sociale, LA SANITA’, ed i diritti acquisiti in anni di lotte dei lavoratori. Il sogno di poter acquistare un appartamento tutto mio è rimasto nel cassetto, non solo a Venezia ma anche in Terraferma e credo non solo per me. La mancanza del rispetto del DIRITTO AL LAVORO porta al degrado sociale, il male di oggi. Ottenere una casa popolare è sofferenza e umiliazione continua, sono sicura che in molti avrebbero preferito poter fare dei sacrifici. Chiedere una casa popolare è anche adattarsi a delle situazioni difficili da accettare, prendere o lasciare non si può scegliere. Si vive meglio quando si può scegliere. Ora la NON gestione del Parimonio pubblico di alloggi, ha portato a questa situazione, da parte governativa c’è proprio la mancanza di volontà e di rispetto dei diritti del cittadino di cui ci si ricorda solo quando, come ora fanno comodo! Con tutta la buona volontà che ci si può mettere è impossibile oggi ottenere il benessere sociale che hanno avuto i nostri genitori. Possono fare quanta propaganda di rinascita di attività vogliono ma, la rinascita non avverrà MAI, è tutto bruciato, anche per la società violenta in cui viviamo, le rapine ai danni di esercenti, imprenditori, commercianti e singoli cittadini. Dai capannoni che bruciano mandando al fallimento intere aziende, alle estorsioni, ed a tutte le altre forme di violenza che fanno desistere chi nella vita vuole lavorare con onestà e dignità. Alle tasse su tasse che aumentano in continuazione, siamo tutti strozzati da un sistema che ha voluto un’Italia povera. Sono andata fuori tema? Non credo, ho solo fatto uno specchio di una società malata e sofferente che di certo non è stata voluta dal popolo. Chi ha fatto la legge regionale per il canone di edilizia residenziale pubblica, non ha certo pensato molto. E come disse il Marchese del Grillo: Io sono io, e voi non siete un………………………
    Cordiali saluti

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