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Hellas Verona, un fallimento non annunciato… O quasi

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Hellas Verona, un fallimento non annunciato... O quasi

Inutile girarci attorno, la stagione dell’Hellas Verona è stata disastrosa sotto ogni punto di vista.
Con il senno di poi è facile dare giudizi, anche perché dopo il mercato estivo tutti erano felici, contenti e soddisfatti del lavoro svolto.

Giampaolo Pazzini era il sostituto perfetto per Toni, dato anche il lungo contratto firmato, in difesa l’arrivo dello svedese Hellander pareva un buon prospetto. E’ pur sempre titolare dell’Under 21 vincitrice dell’europeo.

A centrocampo Federico Viviani era un grande prospetto, miglior giocatore della serie B e investimento futuribile.

Giocatori di proprietà per creare plusvalenze future, questo era l’obbiettivo e il programma della società gialloblu; per stessa ammissione del presidente Setti, l’Hellas doveva e deve sopravvivere sulle proprie gambe.

In una intervista il presidente aveva spiegato che le ragioni che lo hanno potato a interrompere i rapporti con Sean Sogliano (il precedente direttore sportivo), sono stati economici. Il modo di lavorare era ritenuto troppo dispendioso e per questo non sostenibile economicamente.

Potrà anche essere vero che la ricerca e l’ingaggio di molti giocatori (poi non esplosi nel talento), si sia rivelato un peso di bilancio ma Sogliano a differenza del lavoro svolto in questa stagione, aveva portato ritorni economici importanti. Basta vedere le cessioni di Iturbe e Jorginho.

Cosa accadrà invece la prossima estate? L’unica plusvalenza sarà quella di Arthur Ionita al Napoli, tra l’altro giocatore scoperto proprio da Sogliano. Così come lo è stato Jacopo Sala ceduto alla Sampdoria.

Dove è emersa la grande rete scouting di Riccardo Bigon, tanto decantata? Quali talenti sono sbarcati in riva all’Adige?

E’ innegabile quindi che il fallimento è stato totale, che ripartire con questa dirigenza è impensabile. Dirigenza che ha perso un pezzo durante la strada con la partenza “vergognosa” di Giovanni Gardini. Il quale ha trovato l’accordo con l’Inter di Thohir, abbandonando una barca che affondava nel silenzio totale. Incommentabile infatti la “lettera” ai tifosi veronesi il giorno dell’addio.

In questo caso la Presidenza doveva farsi sentire e impedire la fuga di uno dei principali responsabili del disastro.

La lotta di potere interna ha logorato il Verona, questa è probabilmente la verità. Sogliano e Gardini non erano più compatibili e Setti ha dovuto fare una scelta… Che si è rivelata errata.

L’imprenditore carpigiano sembrava possedere due ottime doti: scegliere i collaboratori e lasciare la giusta libertà di agire. Quest’anno ha sbagliato entrambe.

Per questo bisogna azzerare e ripartire con un nuovo staff e squadra, gli addii di Bigon, di Toni e gran parte della rosa, dovrebbero essere l’ovvietà. Se si vuole davvero puntare a una pronta risalita bisogna già preparare la prossima stagione e Pierpaolo Marino dietro la scrivania e Beppe Iachini in panchina sarebbero due ottimi punti fermi.

Entrambi hanno l’esperienza e gli attributi per un nuovo inizio.

Mattia Cagalli
23/03/2016

(cod hevero)

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