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domenica 20 Giugno 2021

Hellas Verona: quando hai toccato il fondo, puoi cominciare a scavare

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Un anno di purgatorio e l’Hellas Verona che torna in serie A

La situazione è desolante.
Quando un dirigente sostiene che si è perso perché “Forse si è segnato troppo presto…”, significa che qualcosa non va; che tutto non va.
L’Hellas Verona torna da Cagliari con la quarta sconfitta consecutiva, l’ottava su undici giornate.

Nonostante questo e un gioco latitante, l’allenatore non è in discussione, nonostante lo stesso presidente Setti si rimproverò di non aver cambiato prima la guida tecnica l’anno della retrocessione in serie B. Quell’anno Andrea Mandorlini racimolò otto punti in quattordici giornate.

Si sta pagando l’amicizia tra il direttore sportivo Fusco e Mister Pecchia, nel calcio i rapporti personali non dovrebbero travalicare quelli professionali. Si rischia di non essere lucidi. Non vedere che in undici giornate l’Hellas Verona non ha gioco e carattere, è veramente preoccupante.

Se a questo si aggiunge l’inadeguatezza di alcuni giocatori, la frittata è fatta. L’errore di Suprayen sul secondo goal del Cagliari non è frutto del caso.
Sono anni che l’ambiente si è reso conto che il difensore francese non è da serie A, eppure la società gli ha prontamente prolungato il contratto.

Nella trasferta in terra sarda, Pecchia ha effettivamente messo in campo la miglior formazione possibile, compresi i tanto invocati Cerci e Pazzini. Nonostante questo, tutti hanno deluso.

Quello che si fatica a comprendere è: se la società ritiene la rosa all’altezza e se non vede nell’esonero dell’allenatore una soluzione, dove è il problema? Come lo si risolve senza cambiare niente?

Il tifoso gialloblù è semplice, è abituato a soffrire e quindi si accontenta di vedere impegno e grinta in campo e durante la settimana. Come può quindi accettare dopo una sconfitta gravissima contro una diretta concorrente, che la squadra goda di due giorni di riposo? Viene quasi da rimpiangere il presidente del Perugia Luciano Gauci che puniva le sconfitte con ritiri in bettole senza riscaldamento.

Resto dell’idea che questo Verona non può allo stato attuale delle cose raggiungere la salvezza.

Ora c’è la sosta per le Nazionali e poi si torna in campo contro il Bologna, un’altra diretta concorrente per la salvezza. Era il momento giusto per fare qualcosa, dare una scossa all’ambiente. Dato che cambiare l’intera rosa non è possibile, un avvicendamento in panchina era auspicabile.

Invece nulla, la dirigenza sembra attendere un intervento divino per invertire la rotta e forse anche ai tifosi non resta che pregare.

Mattia Cagalli

Data prima pubblicazione della notizia:

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