Grecia: Tsipras all’ora di cena “Da lunedì Borse e banche chiuse”

ultimo aggiornamento: 29/06/2015 ore 08:19

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Grecia: da oggi la Borsa e le banche restano chiuse. Fino a quando? Nessuno può rispondere a questa domanda ora.
Tsipras dovrà ora cercare di mostrare la sua capacità di proteggere i conti in euro dei greci e se gli elettori respingessero il programma europeo al referendum di domenica, come chiede lui stesso, il premier avrebbe un solo modo per riaprire le banche tra otto giorni: imporre perdite ai depositanti, e stampare una nuova moneta nazionale il cui valore presumibilmente crollerebbe in poche ore costringendo a stampare altro denaro.
Nonostante questa previsione, Tsipras conferma: «I depositi sono sicuri e così le pensioni. Gli stipendi verranno pagati».
La svolta decisiva è arrivata nel momento in cui l’Europa ha chiuso i cordoni della borsa: ieri la Banca centrale europea ha deciso che l’Ela, la linea di finanziamenti di emergenza dalla Banca di Grecia agli istituti del Paese, non sarà più incrementata. Gli 89 miliardi concessi fino a questo momento non vengono ritirati, non c’è richiesta di rimborso, ma i prestiti non proseguiranno oltre quella soglia. Non lo permette il modo stesso in cui funziona quel meccanismo.
Soldi finiti per la Grecia, in pratica.
Le banche non avranno più gli euro che servono per far fronte alle richieste di ritiro in massa dei depositi, presentate agli sportelli da una clientela in preda al panico.
Ieri dopo cena, non appena Tsipras ha finito di parlare, ad Atene sono subito apparse lunghe file alle pompe di benzina e ai bancomat.
Tsipras ha anche dichiarato che l’Eurotower «tenta un ricatto» e che il rifiuto dei governi europei di prolungare il programma dopo la rottura di venerdì scorso è «vergognosa».
Né la Bce, né la Banca di Grecia hanno risposto. A questo punto si coglie la volontà di isolarlo.
Se Tsipras può determinare il referendum che lui stesso ha convocato, l’Ue manda così un deciso messaggio in direzione opposta.
Il referendum chiederà se accettare o meno il piano di sacrifici e riforme che l’Europa chiede alla Grecia, in cambio di nuovi fondi. Il “no” porterebbe alla sicura uscita dall’euro.
Ma per questo manca ancora una settimana: che cosa farà la gente durante questa settimana?
Questa mattina, all’apertura delle Borse, arrivano messaggi sulle prime difficoltà della moneta europea: l’euro in difficoltà con l’ipotesi Grexit e il default sempre più vicino di Atene, col governo che ha deciso un rigido controllo sui capitali e la chiusura delle banche, segna il passo sulla piazza valutaria nipponica: la moneta unica cede terreno sui valori segnati venerdì e passa di mano a 1,1015 dollari e a 135,15 yen. Il biglietto verde segna una brusca correzione contro la divisa giapponese, attestandosi a quota 122,61.

♦ leggi anche:
La Grecia ad un passo dall’uscire dall’Euro. Corsa a prelevare i risparmi dalle banche

Mario Nascimbeni


29/06/2015

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(foto: ministro Yanis Varoufakis)


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