GdF scopre racket droga, stupefacente in ristorante di Venezia

ultimo aggiornamento: 06/12/2015 ore 15:56

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GdF scopre racket droga, stupefacente in ristorante di Venezia

Cocaina importata dal Sud America, nascosta tra prodotti tropicali e portata in Veneto e Lombardia da una organizzazione della ‘ndrangheta originaria dell’area jonica della provincia di Reggio Calabria.

E’ quanto ha scoperto la Guardia di Finanza di Venezia, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura nell’ambito di un’operazione, denominata ‘Picciotteria’, che ha consentito l’arresto di nove persone e il sequestro di 400 chili di
cocaina.


Gli arrestati sono ritenuti i due capi dell’organizzazione. Attilio V.V., 52 anni, residente a Marcon, ‘santista’ legato alla ‘ndrangheta di Africo con precedenti per tentato omicidio, associazione di tipo mafioso, estorsione e detenzione abusiva di armi.

L’altro ‘santista’ per cui sono scattate le manette è Santo M., 52 anni, suo socio in affari e specializzato nel tenere i contatti tra Calabria, Veneto e Lombardia.

Le fiamme gialle hanno poi bloccato due fratelli albanesi, Gazmend T. e Tahra A., destinatari di alcune delle perquisizioni effettuate dagli investigatori.
Nel locale del primo, il ristorante La Lanterna di Venezia, le fiamme gialle hanno trovato cocaina e marijuana.


Provvedimenti cautelari poi per Pasquale V., bloccato a Marcon, Antonio C., corriere della droga per la banda, per una giovane romena, Mariana D., 32 anni, suo padre Costantin e infine per Giovanni R., 54 anni, referente colombiano soprannominato ‘cp’ per l’abitudine a cambiare continuamente schede telefoniche per non essere individuato.

I finanzieri in tre anni di indagini hanno potuto documentare tre importazioni di cocaina purissima per un peso di circa 410 chili. La droga partiva da Colombia e Costarica in nave, compiva una sosta ‘tecnica’ in Spagna, arrivava a Livorno e veniva sdoganata nel porto di Venezia.

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