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Susanna, la ragazza morta di meningite, suonava l'organo in chiesa
Se non fosse ripugnante potrebbe chiamarsi la gara degli aghi. I giocatori mostrano i muscoli, competono la loro abilità infilando cannule nelle vene dei pazienti, in questo caso, solo comparse sulla sinistra scena. Gli avversari, operatori sanitari al pronto Soccorso di Vicenza, si scrivono in wattsapp si scambiano la misura dei diametri che sono riusciti ad infilare sulle braccia delle inconsapevoli vittime: vince l’infermiere che riesce a introdurre la cannula più grossa. Le chat coinvolgono circa sessanta persone, fra medici e infermieri, si chiamano Gli Amici di Maria, per scherno nei confronti del primario che di secondo nome fa Maria.

E’ un via vai di chiamate, di scritte che raggiungono l’attenzione del primario del Pronto Soccorso vicentino dell’ Ospedale Sant’Orsola Vincenzo Riboni, che indignato, convoca gli infermieri e avverte la direzione con una dettagliata denuncia che riporta tutta la vicenda.

Gli infermieri hanno negato la gravità dei fatti, era solo un gioco, uno scherzo fra loro, a insaputa del paziente. Per loro, dalla direzione arriva un richiamo, per sviamento dall’attività istituzionale e per aver usato il cellulare durante l’orario di servizio. E in difesa degli operatori sanitari offre il fianco il sindacato autonomo degli infermieri Nursid, asserendo che la vicenda denunciata dal primario era tutta inventata.

Se non fosse vero, nessuno crederebbe che l’unico punito con umiliante condanna dall’Usl di Vicenza, sia stato proprio il primario che aveva messo in luce una situazione di immane gravità, superficialità, incompetenza e spregio della deontologia professionale.

Sì, lui e solo lui, il dottor.Riboni, sta scontando dieci giorni di sospensione dal servizio, per aver aggiunto alcune frasi nella denuncia che non risultavano vere. Ora, pur confortato dalla solidarietà dei colleghi, ma anche dei cittadini, si interroga su quanto avvenuto e prende atto che aver sentito il bisogno di porre fine ad un gioco crudele e inaccettabile da un punto di vista medico ed etico, la Direzione sanitaria abbia voluto punirlo.

Una commedia dell’assurdo, un’infelice gara di spietatezza ingiustificabile, o un modo per alleviare il pur difficile lavoro degli infermieri? Una bolla di sapone gigante? E’ vero o no tutto quel che è successo? E il Tribunale del Malato ha voce in capitolo? Il Primario del Pronto Soccorso è un delatore?

La vicenda arriva in Giunta regionale con un’interrogazione di Patrizia Bartelle del Movimento 5 Stelle, che nel ricostruire i fatti, mette in evidenza la vicenda umana vissuta dal Primario, medico di provata e onorata esperienza, oggi colpito da un provvedimento disciplinare e da un tentativo di emarginazione intollerabili ( dopo i giorni di sospensione è stato invitato a fruire delle ferie arretrate per raggiungere così i requisiti per il pensionamento).

Una liquidazione spiccia dopo una vita di lavoro per Il dottor Vincenzo Riboni (costretto a rivolgersi alla Magistratura), che ha ricevuto la solidarietà del Sindaco Achille Variati e di gran parte dei cittadini di Vicenza, inorriditi dalla vicenda spregevole degli aghi e indignati per questa brutta storia che ha infierito sui pazienti, infangato la sanità e la vita di un uomo.

 
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Andreina Corso | 27/09/2016 | (Photo d’archive) | [cod aghivi]

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