Fratelli d’Italia sfila a Venezia, Stacchio paladino

ultimo aggiornamento: 08/03/2015 ore 11:22

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Fratelli d'Italia sfila a Venezia

Fratelli d’Italia sfila a Venezia nel nome della sicurezza e contro la corruzione ed elegge a simbolo della propria battaglia Graziano Stacchio, il benzinaio di Nanto che ha ucciso un rapinatore per difendere la commessa di una gioielleria.

Sono accorsi in migliaia – tra i due e settemila secondo le varie fonti – nel capoluogo lagunare per sfilare da Piazzale Roma sino a Campo San Geremia dove si è tenuto il comizio. In testa la leader Giorgia Meloni affiancata da Ignazio La Russa. Sparuta invece la rappresentanza leghista dopo la ‘defezione’ per ragioni familiari all’ultimo momento del segretario federale del Carroccio Matteo Salvini.


Un pomeriggio vissuto senza incidenti, nonostante la contro-manifestazione organizzata nel vicino Campo Santa Margherita dai Centri sociali.

“Vogliamo far nascere un nuovo centrodestra – ricorda La Russa – e oggi chiudiamo il cerchio dopo la manifestazione della Lega a Roma, di cui siamo stati ospiti. Oggi ricambiamo il gesto per fare fronte comune contro la politica di Matteo Renzi”.

E contro il leader del governo si schiera anche Meloni, parlando della necessità di “costruire un’alternativa al governo e ai suoi mandanti, cioè l’Europa di burocrati e tecnocrati, che tiene conto solo degli interessi delle lobby”. Nel dirsi speranzosa di una ricomposizione della querelle che oppone in casa Lega Salvini a Tosi, Meloni afferma che “sarebbe un grande errore e un peccato dividere quel fronte che ha ben governato in Veneto e offrire un’occasione in più ad Alessandra Moretti”.


Giorgia Meloni ha parlato poi delle prossime elezioni comunali a Venezia. “Il candidato sindaco del centrodestra? Bisogna cercare assieme il nome più competitivo – sostiene – facendo un passo indietro tutti, per fare poi insieme un passo avanti”.

Graziano Stacchio, il benzinaio di Nanto che ha sparato nelle scorse settimane al rapinatore di una gioielleria, uccidendolo, è stato più volte nominato. “Graziano Stacchio ce l’ha insegnato, legittima difesa non è un reato” è lo slogan ripetuto dai partecipanti al corteo insieme all’invocazione “di uno Stato che protegga e non che condanni chi si difende”.

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