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Frasi su Fabook, calciatore marocchino in Procura

«Non mi piace perché è durato poco. Quello dell’11 settembre era più bello», e poi: «12 sono pochi, poi neanche una foto con il sangue, forse muoiono di paura». Sono alcune delle espressioni del calciatore di origine marocchina, che giocava (ora sospeso) dalla Stientese, squadra di prima categoria del rodigino, pubblicate da lui stesso in Facebook.
Le affermazioni del giovane (di professione operaio), che tante obiezioni avevano sollevato, stanno avendo un seguito anche giudiziario.

Mhand Ait Hakim è stato invitato a presentarsi in procura. Accompagnato da un paio di uomini della Digos della Questura di Rovigo e dal dirigente regionale della polizia postale, Tommaso Palumbo, è stato interrogato per un’ora e mezza. Uscendo ha poi dichiarato: «Ho chiarito tutto».

Le sue frasi avevano scatenato una vera e propria bufera nazionale e ieri pomeriggio il procuratore aggiunto di Venezia Adelchi d’Ippolito, che coordina il pool antiterrorismo, lo ha voluto interrogato. Mhand Ait Hakim non è indagato, ma il magistrato voleva capire se le sue dichiarazioni potevano essere in qualche modo collegate ad eventuali contatti con gruppi estremisti della jihad.

Mhand Ait Hakim nega e continua a scusarsi per l’accaduto, giustificandosi di aver usato parole sbagliate e ribadisce di essere in Italia da 11 senza mai un problema.

E’ certo che le sue espressioni dopo l’ attacco al Charlie Edbo hanno creato un grandissimo scalpore per la violenza delle stesse e per i concetti di vicinanza espressi nei confronti degli ideali che favoriscono il terrorismo.

Monica manin

[13/01/2015]

Riproduzione vietata

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