Fiori di Strada, mostra fotografica, da venerdì nella sede di Emergency

Venerdi 23 novembre 2018 alle ore 18.00 nella sede di EMERGENCY ONG ONLUS (Giudecca 212, Venezia) s’inaugura la mostra fotografica FIORI DI STRADA – L’impegno di KISEDET per la TANZANIA a cura del critico d’arte Roberta Semeraro in collaborazione con Roberta Bartoloni e Claudio Pilenghi.

La mostra che raccoglie una selezione di scatti realizzati dalla fotoreporter Romina Remigio e i cooperatori di KISEDET, Andrea Simeone, Claudio Capoferri, Giovanni Iannaccio, Marcello Fiocchi e Stefano Barbieri, intende promuovere l’operato dell’associazione non governativa Kisedet impegnata da circa vent’anni nella rieducazione dei bambini di strada a Dodoma, una delle Regioni più aride e povere della Tanzania.

Grazie agli autori di queste fotografie e a tantissimi altri fotoreporters, che percorrono il mondo con tutti i mezzi a disposizione e talvolta persino a piedi, per documentare la vita denunciando le sue assurdità, ci sopraggiungono immagini di semplice e autentica bellezza, come lo sono le fotografie di Fiori di Strada. Come scrive Semeraro nel suo testo introduttivo:

“In questa mostra il reportage e la street photography, si integrano perfettamente poiché i protagonisti di questi scatti, sono proprio i bambini che vivono nelle strade delle grandi città della Tanzania : Arusha, Dar er Saalam, Mwanza, Dodoma dove la ricchezza ostentata fa a pugni con la povertà.

Fiori di strada (che prende il titolo dal libro di Giovanna Moretti la fondatrice di Kisedet) diventa così un reportage sociale ed esistenziale, raccontando le condizioni di vita di bambini emarginati dalla società, ma nello stesso tempo cogliendone i momenti più espressivi in gesta spontanee e sguardi intensi, che rivelano l’identità di queste esistenze negate.

La denuncia sociale in queste fotografie lascia il posto all’invito alla cooperazione, poiché in molti di questi scatti, i piccoli protagonisti africani sembrano sorridere sereni insieme agli operatori e nelle case-scuola di Kisedet.

L’obiettivo fotografico stesso si trasforma nell’obiettivo di cooperazione, tant’è che non c’è mai nessuna ricerca estetizzante da parte degli autori di queste fotografie, ma soltanto la volontà di prestare i loro occhi al pubblico affinché possa riconoscere e fare sue queste misere realtà .

Il messaggio è visibile a tutti: in questo mondo egoista che offende la dignità umana utilizzando addirittura i bambini per il proprio benessere e profitto, ci sono ancora gli angeli bianchi che operano e cooperano volontariamente e silenziosamente per dare speranza ai disperati.

Questo reportage fotografico non vuole ingaggiare emotivamente il pubblico facendo leva sui suoi sentimenti; le lacrime facili si asciugano presto nell’oblio delle persone e delle cose.

L’intento è di provocare nell’osservatore una riflessione profonda attorno alla sfera morale della nostra società: se ognuno di noi facesse qualcosa per l’altro, tutti insieme cambieremmo il mondo poiché cambieremmo innanzitutto il nostro modo di guardare al mondo.

Come disse E.Kant nella ragione pratica l’uomo morale è quello che s’incammina nella direzione di Dio: “agisci in modo da trattare l’umanità sia nella tua persona che in quella di ogni altro sempre come fine e mai come semplice mezzo”.

“La dimensione morale dell’uomo che sta languendo sempre più nelle politiche internazionali inclini alle leggi dell’economia piuttosto che ai diritti umani, contraddistingue il lavoro di operatori umanitari, volontari e cooperatori. Una dimensione che nel caso di questa mostra fotografica Fiori di strada, appartiene innanzitutto allo spazio espositivo che la ospita (essendo la sede di Emergency a Venezia) e al suo fondatore Gino Strada, uno degli ultimi umanisti di questa nostra epoca decadente.”

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