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Indagini di Polizia hanno permesso di individuare e fermare una coppia di giovani nordafricani che in poche ore avevano colpito due volte, una volta a Mestre, la seconda a San Donà.

 

La prima vittima.

Alle ore 9:45 del 7 agosto un ragazzo diciasettenne, proveniente da Marghera e diretto a Mestre, mentre percorreva la passerella pedonale del cavalcaferrovia, veniva avvicinato dai due giovani nordafricani che, con la scusa di chiedergli se avesse un accendino, lo fermavano.

Immediatamente dopo uno dei due nordafricani, mostrando una pistola che teneva infilata nella cinta dei pantaloni e occultata sotto la maglia, intimava al ragazzo di consegnarli il denaro in suo possesso.

Il malcapitato riusciva alla fine a scappare verso la stazione di Mestre dove raggiungeva gli uffici della Polizia per raccontare l’accaduto.

 

La seconda vittima.

Qualche ora dopo si apprendeva che, a San Donà di Piave, un altro giovane diciasettenne era stato vittima di un tentativo di rapina attuato con modalità analoghe.

La vittima, successivamente, riusciva a fornire in sede di denuncia una dettagliata descrizione dei due malfattori.

Gli agenti del Compartimento Polizia ferroviaria Veneto riuscivano così ad individuare, analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della stazione di Mestre, due soggetti compatibili con la descrizione fornita.

 

Grazie alla diffusione della nota di concorso ricerche con i fotogrammi dei due autori del reato, personale del Posto Polizia Ferroviaria di Portogruaro riusciva a risalire all’identità dei predetti che sono stati rintracciati presso le loro abitazioni e deferiti in stato di libertà per i fatti a loro contestati.

Nella circostanza, i due ammettevano le loro responsabilità consegnando, peraltro, la “pistola” utilizzata a scopo di intimidazione che, seppur di buona fattezza, risultava in plastica e quindi inoffensiva.

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