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VELA, VELA perché MI HAI ABBANDONATO ?
 

Agognavo dal desiderio di avere anch’io la  tessera IMOB.
Con la fine dell’estate considero la possibilità  di utilizzare l’autobus per recarmi al lavoro. Abito a Mogliano Veneto e lavoro a Mestre.
So che non serve andare a Mestre in Via Cappuccina, ma che posso rivolgermi al tabaccaio sotto casa per fare la richiesta e ricevere la tessera.

Cosi’ faccio, vado dal tabaccaio, ritiro il modulo (10 EURO) torno a casa, compilo il modulo e lo porto al datore di lavoro, essendo lavoratore dipendente.
In giornata riesco ad avere la dichiarazione firmata dal datore e praticamente il giorno dopo posso tornare dal tabaccaio. Lui però mi dice che ci vorrà  circa un mese per avere la tessera. Chiedo “e per questo mese come faccio?” , la soluzione è semplice: del modulo della domanda della tessera una copia rimane in mie mani e posso fare l’abbonamento col solito tagliandino cartaceo, basta che abbia sempre allegato la domanda per la tessera imob che fa testo.

Passa il mese di settembre. Vado a ritirare la tessera dal tabaccaio se ben ricordo il giorno 25 settembre, ma non la carico subitio.
Con la scadenza della tessera cartacea vado il giorno 30 settembre dal tabaccaio. Mi accingo a pagare la prima rata dell’abbonamento“elettronico” ma qui succede un inghippo, il tabaccaio mi dice che non riesce a caricare la tessera come abbonamento dipendente, ma solo come lavoratore ordinario.
C’è qualcosa che non va. Prova e riprova non c’è niente da fare. Pur avendo fatto la richiesta di abbonamento per lavoratore dipendente, la tessera sembra essere rilasciata per lavoratore ordinario.

Chiedo cosa si puo’ fare. Mi dice di telefonare al numero verde 041/24.24. Essendo informatico, do’ una sbirciatina in internet per vedere se c’è qualche numero di telefono diretto. Sul sito della VELA però non trovo nulla, se non la possibilità  di inviare una e-mail. Decido quindi di seguire la via consigliata e chiamo il numero verde.
Mi risponde una gentile signorina alla quale espongo il problema. Mi suggerisce di ritornare dal tabaccaio il quale ha a disposizione un numero verde proprio dedicato per queste problematiche.

Dal momento che ero a Mestre decido di fare una capatina a Vela in via Cappuccina per vedere se posso direttamente fare qualcosa in modo di accelerare i tempi.
Entro nella sede e vedo già  una quindicina di persone in coda.

Osservo il pannello dove schiacciando il bottone relativo si prenota lo sportello. Scorro le digiture, non vedo pero’ la digitura “reclami-tessera imob rilasciata errata", vedo invece rinnovo abbonamenti in scadenza o cose del genere.
Noto che per il ritiro delle nuove tessere non occorre il numero.
Allora “furbescamente” penso forse faccio prima a chiedere a questo sportello (vi era solo una persona sola) .
Quando tocca il mio turno mi scuso per l’intrusione (ero osservato da una decina di persone che già  assaporavano un linciaggio verbale  del “solito furbo”) “non so a quale sportello rivolgermi, mi è stata rilasciata una tessera imob diversa da quella richiesta”.
La signorina si scusa ma dice che per modificare la tessera devo andare al Tronchetto in un ufficio apposito che fa solo quello e solo li’.
Faccio presente (avendo consultato internet) che il cambio di tipologia tessera costa 5 euro, e poi “chi  mi paga il tempo che perdo da Mogliano per recarmi al Tronchetto?” Ribadisco: “ma voi non potete comunicare il mio numero di tessera e loro individuare la mia richiesta cartacea e quindi confermare che avevo fatta domanda per un  abbonamento per lavoratore dipendente?”
La signorina mi dice che è praticamente impossibile tra le migliaia di domande cartacee ritrovare la mia (da informatico mi aspettavo che “schiacciando un bottone” apparisse a video la mia richiesta di abbonamento e mal che andasse vedere che era stata digitata erroneamente, ma sembra che neanche questo sia possibile.)

Chiedo di parlare con un responsabile. Mi viene risposto che il responsabile non c’è, che passa di là  qualche volta.
Chiedo dove è e se  mi possono dare un numero di telefono. Mi rispondono di no’, che il responsabile è a Venezia in Piazzale Roma.

Niente da fare, non se ne viene fuori. Decido allora di seguire l’altra via, cioè di rivolgermi al tabaccaio.
Ritorno a Mogliano e mi reco dal tabaccaio che alla mia frase: “dovreste avere un numero verde che vi segue” sorride amaramente e dice che è vero che ha un numero verde, pero’ loro chiamano e poi verranno richiamati non si sa quando.

Gentilmente il tabaccaio decide di aiutarmi facendo un fotocopia della tessera e spedendola via fax ma “non so come andrà  a finire"  e non sa neanche dirmi se dovro’ pagare o meno qualcosa.

Passata cosi’ mezza giornata penso che tutto sommato posso continuare a fare il tagliando cartaceo in attesa di risolvere il problema.
Qui succede il secondo inghippo: non ho più la mia copia del modulo della mia domanda originale ( mi avevano detto che ormai avevo la tessera e non serviva più) pertanto, pur potendo richiedere pagando un abbonamento cartaceo, all’atto di un controllo risulterei perseguibile.

Alcune considerazioni:
1 – mi tengo la tessera di lavoratore ordinario
2 – richiedo un altro modulo per nuovo abbonamento lavoratori dipendente (10 euro)
3 – vado a lavorare in bicicletta tanto il clima è primaverile
4 – aspetto con fiducia la risposta al fax fatto dal tabaccaio
5 – mi domando se la direzione dell’ ACTV  ha un’idea di cosa sta succedendo
6 – mi domando se  VELA  ha un’idea di cosa sta succedendo
7 – NON mi domando se gli utenti hanno un’idea di quello che sta succedendo. 

EVVIVA IMOB!!!!!!!!
 

Di Stefano Maurizio
Mogliano Veneto

Riproduzione Riservata.

 

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