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Brugnaro litiga con studente e sembra cercare la rissa. Il video

Il SIgnor Sindaco persevera con le sue esuberanti prese di posizione forse credendo, in buona fede, di aver abituato i cittadini.

Eppure noi continuiamo a sperare che sia in grado di distinguere gli ambiti e le prerogative in cui essere simpatico, trasgressivo, e senza freno da quelli in cui serve un Sindaco, un Dirigente, un uomo che rappresenta una Istituzione con più di 850 mila abitanti che si chiama, per chi se la ricorda, Città Metropolitana. Soprattutto in un momento così delicato in una società confusa e coriandolizzata. E invece no. E così per la vicenda dei dipendenti comunali, in cui, non turba che eserciti a pieno il proprio ruolo, ci mancherebbe, ma neppure stupisce che si comporti con un qualunque paron, che decide, dipone e comanda.

Più che al sindaco di una delle più straordinarie esperienze storiche dell’umanità, politiche, artistiche e sociali e di uno dei territori più ricchi e vari del Paese, che è la nostra città e la nostra Metropolitana, egli assomiglia sempre più ad una maschera rissosa e chiassosa.

Non si riesce a leggere altrimenti l’atteggiamento tenuto con la vertenza dei dipendenti del Comune, condotta certo in modo autoritario ma anche, ritengo, senza comprendere il bene collettivo finale che, non un paron, ma il SIndaco, proprio come elemento di equilibrio non può non favorire. E mettere in contrapposizione in continuazione, magari nel breve paga, ma nel lungo periodo provoca danni che difficilmente si possono rimarginare.

E così si profila un accordo seprato che allontana, in un ente che per sua natura dovrebbe promuovere coesione e integrazione guidato da chi è in grado di praticare la politica e la gestione della cosa pubblica, non però da un paron.

Per noi è Inaccettabile, comunque, che il Sindaco affermi “ Il contratto vale solo per chi lo firma”. Ci sono leggi e norme ben precise che regolano i contratti e non temiamo deroghe creative, da parte del Sindaco.

E così, fatti come quello letto oggi sull’intervento del sindaco ad un congresso di una categoria sindacale (finalmente il signor sindaco ha deciso di incontrare qualcuno di noi, dopo mesi in cui si sa ben poco di come stanno andando le cose), magari sollevando più in alto la polvere su qualche fatterello di presunti conflitti di interessi da chiarire, magari facendo appannare il ricordo sulla città Metropolitana che non ha capito ancora nessuno cosa sia, cosa faccia, a cosa serva, e però a nessuno è permesso chiedere alcunchè sul piano strategico che è rimandato da mesi e mesi, sulla strategia per la reindustrializzazione di Portomarghera, sul turismo che avvelana il centro storico e via così. E la via non è breve…

I sindacati non fanno i polemisti di mestiere e neppure sono provocatori. Ma rappresentano interessi di parte e lo fanno con determinazione. E’ la politica, bellezza! Da sempre siamo anche abituati a ricevere critiche asprissime, sopratutto la CGIL. Ci sta.

Qualora qualcuno abbia lanciato freccette sulla foto del signor Sindaco, qualora sia accaduto, stigmatizziamo l’evento e esprimiamo piena solidarietà al Signor Sindaco, però l’attacco che egli sferra al Segretario generale della Funzione Pubblica, che si prefigura come una vera e propria minaccia personale, rappresenta per la Camera del Lavoro di Venezia un evento che coinvolge l’intera struttura.

Del resto noi, siamo sorti per fare fronte al “paron”.

ENRICO PIRON
Segretario generale Camera del Lavoro Metropolitana di Venezia

Riproduzione Riservata.

 

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