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Toccando fisicamente con mano le opere ci si rende conto della qualità straordinaria del materiale il quale, incredibilmente, risulta assolutamente diverso per ogni opera, quasi che emily young venezia BOX2l’Autrice avesse voluto fornire un’anima ad ognuna delle sue creature le quali appaiono Esseri nel momento della nascita, quando il venire al mondo richiede uno sforzo immane che sottende la collaborazione tanto del nascituro, quanto della madre. Quella che si mostra è una dicotomia materica e spirituale che convive: le parti ancora grezze dell’opera [ il “ non finito “ ] si donano in tutta la loro forza “Brutta “, affascinanti nella potenza che esprimono, forze che anelano ad una libertà da secoli negata, mentre quelle in cui la mano dell’Artista ha già operato appaiono colme di una “Bellezza” magicamente ornata dallo splendore naturale della pietra, che si offre quale compendio di mille barbagli, traccianti sulla materia giochi di luce estasianti, anima stessa della creazione. A questo proposito la Young mi raccontava quale sia la sua gioia maggiore, oltre la declinazione dell’opera, e cioè la scelta, nelle più svariate parti del mondo, delle rocce che sotto la guida delle sue mani diverranno capolavori plastici. Lavoro affascinante che le serve da prodromo alla realizzazione, in quanto da ogni fessura, colore, forma preconcetta Ella ricava l’emozione di immaginare ciò che la pietra potrà donarle in finalità di compiutezza, confermandomi che spesso il suo tocco ultimativo sull’opera è un minimo intervento in grado solamente di portare a compimento il lavoro già tracciato dalla Natura.

Tale assunto ci può servire a capire quale sia il rapporto tra questa Artista e l’ambiente che ci circonda, una forma di simbiosi che la Young persegue da sempre allo scopo di portare a conoscenza delle genti ciò che tutti noi dovremmo praticare: il rispetto per quanto ci è stato donato in termini naturalistici, facendo il possibile affinchè si possa tramandare ai posteri quanto di bello ancora resiste alla sistematica opera di demolizione della Natura a puri fini speculativi.
A questo punto ci appare lampante come il lavoro di Emily Young non appartenga alla mera categoria dei “ tagiapiera” ma si collochi tra i fautori dell’Arte con finalità spirituali, capaci con il loro operare di esprimere concetti che divengano messaggi subliminali per tutte le anime sensibili che ancora abitano questo “ granello di roccia “, vagante nell’Universo, che si chiama TERRA.
Mi si mostra chiaro nella sua sostanza anche il titolo dato a questa meravigliosa Mostra: CALL & RESPONSE. Infatti a mezzo delle sue immaginifiche sculture l’Autrice ci chiama a raccolta, noi tutti che amiamo l’Arte, aspettandosi una precisa risposta in termini di appartenenza al sodalizio di coloro che intendono ancora fare in termini di salvezza, per quanto ancora possibile, a favore della nostra amata Madre Natura, cercando di mantenerla nelle condizioni in cui ci è stata consegnata, insomma sopravvivere in un novello Eden prima che il “serpente del materialismo” ci offra nuovamente il veleno istillato nella succosa mela, con il pericolo di esserne scacciati per la seconda volta e, purtroppo, definitivamente.
Credo che, per molto tempo ancora, porterò nei miei sogni diuturni la visione di queste misteriose “teste” galleggianti nel Chiostro della Madonna dell’Orto, ritenendole il simbolo di una strategia animistica, realizzata da un’Artista brava ma soprattutto intelligente, recuperata quale ultima “speme” per una possibilità di salvezza di ciò che ancora ci nutre, salvando con ciò anche la nostra anima.
Emily Young ha portato l’Arte della scultura a livelli in cui la materia si scioglie per divenire puro pensiero trascendente, segnando un punto fermo nel cammino della ricerca di purezza di intenti, dono peculiare che appartiene solo a pochi, solitari Artisti ricchi d’amore per l’umanità e ciò che la contiene.

Questa Manifestazione rimarrà visitabile fino al 22 Novembre 2015, mentre una seconda Mostra con nuovi lavori dell’Artista si terrà a Londra presso The Fine Art Society, dal 1° Luglio fino al 27 Agosto 2015.

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Venezia, Maggio 2015 Giorgio Pilla
Critico d’Arte

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