Padova: Eleonora morta a 18 anni. Con i genitori aveva rifiutato le cure

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Padova: Eleonora morta a 18 anni. Con i genitori aveva rifiutato le cure

Eleonora è morta a 18 anni, non ce l’ha fatta contro una terribile malattia, malattia che aveva deciso di affrontare non ascoltando i pareri dei medici. 18 anni compiuti senza festeggiamenti il 14 agosto scorso, dopo nove mesi di malattia, è morta dopo nove mesi di dura lotta e non solo contro la leucemia.

Eleonora aveva abbracciato una posizione radicale: niente chemio. Nelle intenzioni si credeva di poter curare la leucemia diversamente perché credeva nella medicina alternativa e perché aveva visto morire la sua migliore amica lo scorso anno, colpita anche lei da un tumore che aveva tentato di combattere proprio con la chemioterapia.

La vicenda è diventata una battaglia giudiziaria per la sua scelta estrema. Da una parte lei e i suoi genitori, Lino e Rita, che la appoggiavano in un momento in cui era ancora minorenne, per cui la decisione, formalmente, era loro.
Dall’altra l’Azienda ospedaliera di Padova e il professor Giuseppe Basso, primario del reparto di Oncoematologia pediatrica, deciso a procedere con la terapia tradizionale per una semplice ragione: «Poteva salvarsi — dichiara oggi il primario al Corriere -. La sua malattia è oggi curabile, 4 su 5 guariscono. Purtroppo per procedere avevo bisogno del consenso informato firmato dai genitori, essendo lei minorenne. Ma loro l’hanno negato. Scelta scellerata».

La giovane padovana 18enne è morta a causa di una forma di leucemia dopo che i genitori, con il suo assenso, avevano scelto nei mesi scorsi di rifiutare la chemioterapia proposta dei medici, affidandosi a cure alternative, a base di cortisone. Per questo, riferisce ‘Il Mattino di Padova’, la coppia aveva perso la patria potestà, su decisione del Tribunale.

La ragazza, residente a Bagnoli (Padova), studentessa dell’istituto agrario, era stata colpita dalla malattia all’inizio di quest’anno. I medici avevano consigliato cicli di chemioterapia, ma i genitori si erano rifiutati ed avevano firmato le dimissioni dall’ospedale della figlia, all’epoca minorenne.

L’Usl aveva segnalato il caso al Tribunale dei minori, che aveva decretato la decadenza della patria potestà genitoriale, affidando la giovane alla tutela di un medico.

Tuttavia la famiglia si era opposta anche alla decisione dei giudici, e – con il supporto di un avvocato – aveva proseguito sulla strada alternativa delle cure: una terapia a base di cortisone e, nelle ultime settimane, di dosi di vitamina C.

Trattamenti che non hanno evitato l’esito infausto della leucemia.

Secondo la ricostruzione del quotidiano, la coppia aveva vissuto un altro grave lutto tre anni fa: la perdita del figlio primogenito, stroncato da un malore all’età di 22 anni mentre era in vacanza.

Mario Nascimbeni | 01/09/2016 | (Photo d’archive) | [cod curalte]


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