Egidio Maschio, un suicidio che scuote il Veneto imprenditoriale e il Veneto che lavora

ultimo aggiornamento: 25/06/2015 ore 17:36

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Egidio Maschio suicidio che scuote veneto
Egidio Maschio, 71enne, fondatore della Maschio Gaspardo Spa, aveva troppi pensieri legati ad esposizione di capitali e troppa apprensione per il futuro della propria azienda. Queste sarebbero le cause che hanno spinto l’imprenditore padovano a suicidarsi ieri mattina con un colpo di fucile all’interno del proprio ufficio.
“Crederci sempre”, “mai mollare” e “coraggio”, erano i suoi motti, li ripeteva continuamente, ma nonostante tutto, si deve essere visto costretto a mollare lui stesso.
Egidio Maschio è arrivato alle sei del mattino nell’azienda a Cadoneghe (Pd) al volante della sua Mercedes, l’ha parcheggiata, diversi operai l’hanno visto e salutato e qualcuno ha notato uno sguardo assente. Poi dal bagagliaio ha estratto un Beretta calibro 12 che usava per andare a caccia e, salito al primo piano per andare nel proprio ufficio, lì che si è tolto la vita, posizionando l’arma tra il pavimento e la parete e puntando la canna al petto, aiutandosi con un righello ha fatto fuoco.
Il 71enne è morto sul colpo, nessuno ha sentito lo sparo, l’allarme è stato dato da un capo magazziniere che si era insospettito dal fatto che ci fosse la Mercedes del signor Egidio e lui fosse sparito. Maschio non ha lasciato nessun biglietto per spiegare il suo gesto, ma la motivazione è stata trovata appuntata nella sua agenda: i dubbi sul futuro del suo gruppo, l’esposizione con le banche che si era alzata per la sua voglia di investire e di svilupparsi ancor di più.
La Maschio Gaspardo Spa attualmente impiega nel mondo 2.000 dipendenti in 19 stabilimenti produttivi, di cui 3 all’estero – Cina, India e Romania – e in 12 filiali commerciali in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Ucraina, Turchia, Russia, Nord America, Cina, India, Romania e Iran.
Da poche settimane aveva affidato la guida dell’azienda, colosso internazionale nella produzione di macchine agricole, a due manager (Massimo Bordi, ex dg di Ducati e vicepresidente di MV Augusta, come nuovo amministratore delegato, e Paolo Bettin in qualità di Chief financial officer), ma la pressione evidentemente lo aveva travolto.
La salma dell’imprenditore è stata posta sotto sequestro. Il sostituto Marco Peraro deciderà se far effettuare l’autopsia, ma allo stato pare non ce ne sia bisogno. Ieri intanto il lavoro nello stabilimento di Cadoneghe è proseguito e alle 11.40 – lui avrebbe voluto così – poi è uscito il carro funebre seguito dall’auto dei familiari.

Sara Prian

25/06/2015


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