COMMENTA QUESTO FATTO
 

In questo periodo di crisi internazionale che ha colpito praticamente ogni paese del globo terrestre, anche Venezia non da' segno di discostarsi dal trend mondiale, e i segnali sono veramente preoccupanti.

A farne le spese in modo maggiore sono le aziende artigiane, che si trovano costrette a chiudere le attività .

Sono ben cinquantacinque infatti quelle che hanno deciso di farlo entro l’anno. Un dato che deve far seriamente riflettere.

La Confartigianato in questi giorni si trova sommersa dalle richieste di cessazione di attività  che non vedono rimedio, se non in una ripresa in questi ultimi mesi che, francamente, pare poco probabile.

Sono diversi i settori che nella laguna sembrano risentire maggiormente della congiuntura economica, settori sino a ieri intoccabili, ad esempio quello degli articoli di souvenirs turistici composto da prodotti orafi, del vetro e delle maschere simbolo dell’artigianato cittadino.

Il calo del fatturato medio è del 25%, e finché tale soglia rimane stabile tutto resiste, ma per la maggior parte delle società  tale limite è stato superato. Ed è così che altre venti imprese artigiane sembra non vedranno la luce del 2009.

Poi ci sono le  imprese edili con tutte le loro sezioni di elettricisti, falegnami, pavimentisti e idraulici. Si trovano praticamente nella stessa condizione e Lionello Barbuio, presidente dell’ Ance, aveva già  lanciato l’allarme, sottolineando che il settore lamenta perdite del 30% e l’offerta di lavoro è minima.

Nessun committente pubblico e pochissimi privati, i quali risultano restii ad investire; come se non bastasse la crisi delle banche stesse si ripercuote sulle aziende che si trovano a pagare crediti molto alti.


Cerchiamo un po' di ottimismo e troviamo che la Confartigianato si sta prodigando per migliorare la situazione partendo dal marchio di qualità .
Le aziende che aderiscono al progetto (una quarantina fino a questo momento) ricevono in cambio l’iscrizione ad un elenco con l’inserimento in un sito internet collegato a tutti quelli del centro storico.
Ricevono inoltre, un timbro da esporre nelle vetrine, che ne garantisce la qualità  dei prodotti. Ovviamente le aziende si impegnano a garantire tale qualità .

Non sembra tutto perduto, prova ne sono le attività  che stanno andando bene, come quelle del legno artistico, della grafica e dei cantieri nautici.
Va però ricordato che, a livello generale, sembra essere proprio la qualità  che conta. E' infatti provato che chi la garantisce ha migliori probabilità  di restare a galla.

Mattia Cagalli

Riproduzione Riservata.

 

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here