Domenico Maurantonio è stato spinto dalla finestra, lo sostiene la madre

ultima modifica: 28/05/2015 ore 08:05

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Domenico Maurantonio spinto dalla finestra

A quasi venti giorni dalla caduta di suo figlio Domenico dalla finestra del quinto piano dell’hotel Da Vinci, Antonia Comin, la madre del ragazzo, racconta la sua verità, una versione dei fatti che forse ha pensato fin dal primo momento.
Da quella mattina, domenica 10 maggio, in cui ha ricevuto la chiamata dei professori del liceo scientifico Nievo di Padova in cui le hanno comunicato che che suo figlio aveva avuto un incidente durante la gita a Milano, un’idea si è fatta largo nella sua testa: Domenico Maurantonio non è caduto, è stato fatto cadere.
La madre del liceale ora si sfoga dopo aver fatto inutili appelli ai compagni di classe per spingerli a raccontare tutta la verità su quella notte maledetta.
Domenico Maurantonio è stato spinto nel vuoto da qualcuno tra gli amici e i compagni di classe presenti?
“Visto il contesto della finestra da cui una persona, in qualunque condizione, non poteva cadere, l’unica ipotesi è che sia stato spinto giù”.
Questo è lo sfogo di Antonia Comin, la mamma di Domenico Maurantonio, in una intervista a NewsMediaset. “Domenico – dice la madre – non era tipo da farsi coinvolgere in bravate con equilibrismi su cornicioni o davanzali, men che meno al quinto piano. Sarebbe un altro comportamento anomalo che non è assolutamente in linea con il suo modo di essere. Io vedo un gesto veramente crudele, con un fine ben preciso. Purtroppo è così. Si tratta di capire chi ha messo in atto questo gesto e perché. Non so cosa pensare: se è uno scherzo, è uno scherzo crudele, disumano, messo in atto con l’intenzione di colpire in modo estremamente grave”.
“Se è stato uno scherzo, non è stato uno scherzo ma un’azione mascherata da scherzo – conclude la mamma del giovane morto dopo una caduta da una finestra al quinto piano di un albergo a Milano mentre era in gita con la scuola – Probabilmente l’intento era quello di colpire in modo definitivo o quanto meno con delle conseguenze gravissime e irreversibili.
“Non riesco a capire – dice il padre Bruno – perché continua ad esserci una versione secondo la quale nessuno era presente, nessuno ha sentito, nessuno ha visto che appare alquanto improbabile”.
“Voglio ribadire la mia vicinanza alla famiglia di Domenico. Dopo la sua, l’altra sua famiglia era la scuola. Per questo c’è una profonda condivisione del loro dolore, e i genitori lo sanno perché li ho sentiti anche recentemente”. Queste le parole di Maria Grazia Rubini, il dirigente scolastico del liceo scientifico Nievo, la scuola di Domenico Maurantonio, morto dopo una caduta da una finestra di un albergo a Milano, dove era in gita con la scuola per l’Expo.
“I ragazzi sono distrutti e affranti – ha continuato – hanno perso un loro compagno e amico. Non sono i farabutti omertosi che qualcuno vuole dipingere. Sono distrutti da un dolore che è secondo solo a quello della perdita di un membro della propria famiglia. Non voglio dire niente. Solo che siamo profondamente e affettuosamente vicini alla famiglia”.

28/05/2015

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