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Una domenica bestiale: Venezia affollata e congestionata

Una domenica di quotidiana ressa a Venezia, quella di ieri, con vaporetti e motoscafi stracarichi, code infinite agli imbarcaderi, bambini che piangono esasperati dall’attesa: la città ha tremato sotto il peso di una quantità immensa e spropositata di turisti, che hanno visitato la Biennale, l’Arsenale la Zona Marciana, la nave scuola Amerigo Vespucci attraccata a San Zaccaria, ogni pezzo di masegno della città lagunare, da Santa Margherita a Via Garibaldi ponti difficili da attraversare per la troppa gente, le valigie, gli zaini, i carrozzini e le carrozzelle, tutti dentro un disagio e un malessere penoso soprattutto per gli anziani, che non sono riusciti a sedersi sui posti a loro riservati, in barba all’educazione e in presenza di una inquietudine e una lotta, quasi, da togliere ogni forza residua.

E poi ancora una folla a Piazzale Roma, con bambini che dormivano in braccio e i più grandicelli in piedi, attaccati alle gambe dei genitori, autobus inaccessibili, tram alle prese con chi voleva entrarci a tutti i costi, spingendo e pretendendo, costi quel che costi, di salire sul mezzo. Qualche malore, volti tesi, stanchi, delusi.

Domenica bestiale: Venezia congestionata! Actv: corse extra ma i trasporti collassano

Chi scrive ha vissuto personalmente questa domenica di indicibile tribolazione ed imbarazzo, nel constatare che a metà ottobre sembrava Carnevale in una giornata di giovedì grasso, solo che non c’era festa, ma un’ondata umana di turisti, che ha spiazzato i residenti e ancora una volta umiliato i veneziani. Il bel tempo ha probabilmente incoraggiato a visitare Venezia, si son viste intere scuole, bambini, insegnanti, genitori, che guardavano ansiosi al di qua e al di là dell’acqua, nella speranza di veder sbucare una vaporetto vuoto, doveva essere una festa, forse, invece hanno sopportato mestamente una pesante prova fisica e psicologica: una istruttiva lezione davvero.
Da mattina a sera, è stato questo il clima, ben interpretato nel calar de sole da una nebbiolina rivelatrice di una lettura opaca della città, alle prese tutti i giorni con un’affluenza eccezionale di visitatori.

E su questa eccezionalità che ormai potrebbe essere detta consuetudine, si è espresso il direttore del Consorzio di ricerche lagunari Pierpaolo Campostrini, che chiede lumi all’ACTV sul perché non si aumentino i terminal, le corse bis, considerata e conosciuta la forte esigenza,
ma il direttore Actv Giovanni Seno rimbalza la palla al Comune, a cui attribuisce le responsabilità rispetto i mezzi, gli orari, tutto regolamentato in un contratto di servizio. Ora toccherà all’Assessore ai Trasporti Renato Boraso agire per rimuovere le cause di questo improponibile disagio.

Actv dal canto suo, ha affrontato la giornata di ieri aggiungendo 35 corse bis, ma solo tre pontili godono dell’accesso differenziato (Piazzale Roma, Rialto e Stazione ferroviaria), che permettono almeno in parte di favorire la residenza che si sente schiacciata e impotente rispetto le odierne difficoltà da dover superare.

Tra difficoltà oggettive da parte dell’Actv (turni di lavoro, numero sufficiente di operatori, qualità, sufficienza e manutenzione dei mezzi di trasporto, personale adeguatamente retribuito) nel dover affrontare l’impossibile, il Comune continua a dichiarare di voler rimediare a queste incompatibilità che ogni giorno creano disarmonia in città, non resta che interrogarsi sui giorni a venire.

Domenica bestiale: Venezia congestionata! Actv: corse extra ma i trasporti collassano Il direttore dell’Azienda Veneziana Albergatori Claudio Scarpa, osserva la realtà dal punto di vista economico, che certamente brilla e prolifica, alberghi e B&b stracarichi tutto l’anno, turismo attratto dalle numerose iniziative culturali che la città offre, quindi, secondo Il direttore dell’Ava, sarebbe auspicabile il ritorno di un turismo “migliore”, ad esempio di quello americano, che frequenta solo hotel a cinque stelle e scoraggerebbe di fatto quello mordi e fuggi (chi è?ndr) e per chi volesse venire a vivere a Venezia, ecco una proposta di benefit, per dirla all’inglese, che sarebbero, condizionale d’obbligo, riduzione delle tasse, posto-auto comunale, facilitazione per asili nido e trasporti, insomma si stenderebbero tappeti pregiati ai piedi di chi, ricco, statunitense e disincantato venisse a vivere nella nostra magica città. Scarpa, nel sottolineare che un turismo migliore sarebbe quello più colto e responsabile, costringe ad un interrogativo: la cultura, la responsabilità, sono qualità esclusive di chi può permettersi alberghi di lusso? Oppure sono prerogative che esulano dallo stato economico individuale?

Qualcosa stride nell’interpretazione di Venezia e della sua accessibilità, che da un lato sta lavorando sulle indicazioni dell’Unesco che raccomanda al Comune nuovi criteri dei flussi, sollecita aperture del mondo culturale, universitario, artistico, artigianale, industriale, ad un modo ‘altro’ di far vivere la città, salvaguardando e aumentando la residenza, coloro che ci vivono, i giovani che si sentono espulsi, che non trovano casa né opportunità di lavoro, mentre sanno che i B&b prolificano, che a Mestre sta esplodendo in una inedita vitalità alberghiera, che i trasporti sono insufficienti rispetto la gente che arriva. E la giornata di ieri ne è stata esempio e monito.

La città che si muove e si mobilita, con le associazioni, i comitati, i suoi cittadini che vogliono proteggerla, difenderla, con cortei, la valigia in mano per rendere esplicita la denuncia, la città dei giovani ignorati, dei vecchi invisibili, delle sue isole, i suoi palazzi, dei grandi edifici , gli ospedali e le Residenze per la terza età destinati ad alberghi di lusso. Non si comprende la filosofia che sottende la politica di Venezia, quel che emerge è uno strabismo intermittente, che non permette uno sguardo lungimirante a largo raggio e quindi non riesce ad ascoltare, cogliere i bisogni dei residenti che vivono nella marginalità.

Andreina Corso

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