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Attraverso una raccomandata abbiamo appreso che DNG, DIGITAL NEWS GATHERING (ex VIDEOTIME), il 14 settembre u.s. ha avviato le procedure previste dalla legge 223/91, per il licenziamento di 32 lavoratori (più del 50% della forza lavoro) a livello nazionale con la chiusura delle sedi di Ascoli Piceno e Cagliari.

La sede di Venezia sarà interessata da 5 eccedenze su 7 lavoratori attualmente in costanza di rapporto di lavoro.

La decisione assunta dall’azienda è gravissima, poiché, DNG la società che nell’agosto 2012 ha rilevato attraverso l’acquisizione del ramo d’azienda le attività e i 74 addetti delle sedi regionali di VIDEOTIME (gruppo Mediaset) non tiene conto degli accordi in essere e di tutti i sacrifici che i lavoratori hanno fatto dopo essere stati ceduti e dimenticati dalla precedente azienda.

Purtroppo, questi non sono gli unici licenziamenti dopo l’esternalizzazione, già nel recente passato DNG ha ridotto la forza lavoro attraverso la soppressione della mansione dei Coordinatori Territoriali con la risoluzione del rapporto di lavoro degli stessi.

DNG ha avviato la procedura perché ritiene necessario procedere con i licenziamenti collettivi e la chiusura delle due sedi poiché gli oneri di gestione confrontati con i ricavi, sono molto elevati e non più sostenibili in “una sana logica d’impresa”.

Ma a quale sana logica d’impresa si riferisce?
sono anni che facciamo presente a DNG che l’utilizzo consistente degli appalti esterni produce maggiori costi;
sono anni che chiediamo l’attrezzatura idonea per consentire ai lavoratori di poter svolgere le varie attività.

Abbiamo firmato sofferti accordi che hanno incrementato la flessibilità operativa, aumentato l’orario di lavoro e ridotto di quasi il 30% gli stipendi dei lavoratori.

Il lavoro viene assegnato alle imprese esterne perché l’azienda non ha voluto prendere in considerazione le nostre segnalazioni e suggerimenti, facciamo presente che tutte le richieste di troupe con zainetto per collegamenti sono state date a service esterni perché mancano gli zainetti; la seconda telecamera avuta dopo molte insistenze è inutilizzabile perché sprovvista di schede e microfono e non si è mai voluto utilizzare il cambio troupe per orari ben oltre le ore di lavoro.

 
ASSOCIAZIONE LA VOCE DI VENEZIA 5X1000
 

Abbiamo il sospetto che l’assenza di investimenti di questi tre anni che di fatto ha reso i lavoratori e la struttura obsoleti e fuori mercato rispetto alla concorrenza, non sia dovuta ad una mancanza di conoscenza delle reali necessità operative e tantomeno alle disponibilità economiche, bensì ad una progetto che prevede la progressiva dismissione delle attività da svolgere con il personale sociale a favore di altri.

Esiste un accordo tra le parti che prevede nel caso vengano attuati licenziamenti collettivi nei confronti delle persone interessate al trasferimento del ramo d’azienda delle garanzie occupazionali fino al 2017, queste tutele devono essere messe in campo, MEDIASET deve farsi carico di questa grave situazione e assorbire le eventuali eccedenze.

Nel lontano 20 luglio del 2012, avevamo scritto in un nostro striscione: “Berlusconi licenzia 74 suoi lavoratori Mediaset”, non era lungimiranza, semplicemente consapevolezza frutto delle brutte esperienze vissute in altre aziende, le esternalizzazioni producono nel tempo solo licenziamenti o quantomeno consistenti riduzioni di personale e gravi ricadute sui lavoratori.

MEDIASET è una grande società e non può permettere che DNG continui con questa politica, deve tutelare i sui ex dipendenti, siamo certi che non starà a guardare, e tantomeno noi.

La Segreteria Territoriale
FISTel CISL Venezia

20/09/2015

Riproduzione Riservata.

 

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