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giovedì 29 Luglio 2021

In disoccupazione da anni: richieste di lavoro a Venezia inesistenti e da istituzioni solo delusioni. Lettere

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"Corsi e inserimenti in progetti che durano mesi. Tra pandemia, la morte delle attività lavorative e la morte della mia città, scriviamo la parola FINE".

Sono in disoccupazione ormai da anni, con tutto l’impegno possibile trovare un lavoro è trovare un tesoro.
Ho partecipato ad un corso di formazione ASSEGNO LAVORO ma, l’ho interrotto a metà, non riuscivo a seguire la lezione come speravo.
4 ore ininterrotte di spiegazione, senza poter prendere appunti e memorizzare, meglio lasciar perdere.
Alla fine del corso, il programma prevedeva l’assistenza di un tutor per la ricerca ATTIVA AL LAVORO.

Un anno dopo arrivo all’inserimento in graduatoria in un progetto FSE, prima la formazione, la chiamano loro (?????) così lavoro per 6 mesi, poi ancora 6 mesi anche se il progetto prevedeva un periodo di mesi 18 si fermano a 12.
A fine corso si prevede la ricerca attiva con affiancamento di un tutor.
Pensi che il tutor sta lavorando per la Regione del Veneto e quindi che i canali da percorrere per l’inserimento siamo istituzionali ed invece arriva la delusione.
Il tutor ha come motore di ricerca il web, quello stesso che tutti provano senza successo, almeno per me, tanto le richieste sono all’impossibile e per Venezia, non adesso in tempo di pandemia ma ormai da tempo lungo, sono quasi inesistenti.

Un’altra illusione regalatami dalle Istituzioni, questa è l’ultima.
Tra pandemia e la morte delle attività lavorative, la morte della mia città, scriviamo la parola FINE.

Lettera firmata

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(foto da archivio)

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3 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Preg.mo Prof. Mozzatto,
    io seguo le ricerche lavoro sul web e le posso assicurare che sono sempre le stesse offerte che si ripresentano in modo perpertuo, ti chiedono tutti i dati, il codice fiscale ed il curriculum vitae, cosa pericolosa. Possibile che siano sempre le stesse richieste e non trovano mai un lavoratore adatto. E’ uno scandalo istituzionale, l’assessore Elena Donazzan dovrebbe intervenire a difesa della persona e della privacy di chi cerca lavoro.

  2. Mi spiace molto!!!!!!!!!!
    Il lavoro le istituzioni non lo devono certo cercare su internet! Lo devono creare, e per creare posti di lavoro si deve combattere lo sfruttamento, lo straordinario selvaggio, il lavoro “nero” con tanto di galera assicurata per gli sfruttatori) , e pure…il volontariato.
    Si devono poi eliminare le cooperative e i contratti della legge 30 e del “Jobs Act”, che ha vergognosamente mantenuto in essere il lavoro “a chiamata”, ovvero fare il servo: permettetemi, ma non c’è più grande PORCATA del lavoro a chiamata: sei assunto, ma lavori una volta tanto quando ti chiamano, ma se non lavori non ti spetta la disoccupazione perché…”sei assunto” (assunto a non lavorare…!!!).
    Finché alla Protezione Civile poi lavorano i volontari, non lavorano i cittadini.
    Finché gli enti pubblici esternalizzano, lavorano le cooperative ma i lavoratori sono poco o nulla tutelati e pure sottopagati.
    E se tutti lavorassero in regola, dove lavora uno, lavorerebbero in due.
    Se poi dessimo la priorità per le assunzioni a chi è cittadino italiano, allora non ci sarebbero più disoccupati in Italia! E lo dico senza alcun razzismo, ma per logica: se tu sei un padre, dai da mangiare prima al figlio di un altro o a tuo figlio?
    E alla fine l’assurdo: i “navigator” , ovvero chi doveva cercarci un lavoro nell’ambito del reddito di cittadinanza, che protestano perchè rimasti senza lavoro: ma non erano in grado di trovarlo a noi, allora perchè non lo trovano pure per loro?
    In realtà sono pochi i datori di lavoro che risponderanno alle proposte dei “navigatori”, perchè sanno che poi devono fare contratti regolari e orario regolare! Questa è a mio avviso la verità sul fallimento del sistema dei “navigatori”.
    Se poi tutte le produzioni sono de-localizzate tra Cina e Romania, chiaro che qui lavoro non ce ne sarà per nessuno (salvo che per i politici, naturalmente, con tanto di pensioni d’oro!)
    Prof. Fabio Mozzatto – Venezia.

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