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DEMOCRAZIA? Gnanca su le scoasse! E io pago per l'immondizia tenuta in casa

Sarà l’età con tutti i prò e tutti i contro, sarà che mi giro attorno e vedo andar tutto al rovescio, anche se la buona vista non mi manca ma, da un po’ di tempo sono cambiata, DEVO protestare, perché quello che NON TOLLERO E’ L’ESSER PRESA IN GIRO!

TEMA: SCOASSE!

SVOLGIMENTO: Da un po’ di tempo nella mia zona di Venezia, si fa la raccolta porta a porta, ci hanno riportati indietro nel tempo e questo me lo ricordo bene. Il tempo però ha cambiato le abitudini e le situazioni di vita. Non esiste più il condominio, dove ci si scambiavano i favori: – ti gà un toco de sedano che me gò desmentegà? Dove si apriva al postino, al rilevatore dei contatori, ‘na volta mi e ‘na volta tocarà a qualchedun altro! Adesso le sane relazioni sociali condominiale delle persone semplici di un tempo non esistono più, sono diventate “off limited”, chiamata PRIVACY, ossia un buon giorno frettoloso è anche troppo!

Il tema in questione è l’asporto rifiuti, se non sei in casa al momento in cui suona il campanello l’addetto all’asporto (che no se ciama più spasin ma che spazza comunque) non trovi più la generosità di un coinquilino e perciò con il sacchetto in mano vatti alla ricerca della barca. E qua ti voglio!

Io ne avrei due nelle vicinanze, ma non ho ancora capito in che orario e su che riva, mi sa che la VERITAS non ha ancora i posti barca assegnati! Da una parte di prima mattina trovo il carretto anziché la barca e dall’altra, devo osservare la riva da distanza, se destra vado diritta, se di sinistra mi faccio due ponti, il lancio personale, se becco il RESIDUO bene e se sbaglio va nella DIFFERENZIATA. Ho assolto al mio compito, NON HO FATTO LA FURBETTA, io cittadina che paga salato l’asporto ma, IL COMUNE DI VENEZIA fa tanto il FURBETTO con me, EL REMENA LE VERZE CHE SE FA “SOFEGAE” come li fa più comodo, e mi che le verse me xe indigeste, e no accetto el sofegamento, PROTESTO!

Stamattina, sabato 23 dicembre, consegnato in porta a porta il sacchetto, ho chiesto all’addetta: – quando il prossimo giorno? RISPOSTA: – NON SO, O MARTEDI’ O MERCOLEDI’!

Benon, quattro giorni di rifiuti in casa, feste natalizie che di rifiuti ne produci di più, in una città senza cassonetti, le scoasse dove le metto? Non ho magazzino, non ho soffitta. E PAGO TANTO, E MI DANNO ADDOSSO per farmi zittire, furbetti, maleducati e via di questo passo, giusto non abbandonare in strada ma un’alternativa c’è? Assolutamente no! L’alternativa è “mangarsele”!

CHIAMO IN CAUSA IL SINDACO DI VENEZIA, Autorità preposta all’igiene pubblica cittadina.

SINDACO, ma le scoasse putrefatte di giorni me le devo mangiare? In casa puzzano! Chiuse poi in sacchetti di plastica vanno prima in putrefazione puzzano di più! Lei però stà in campagna e certamente non porta fuori il sacchetto però consente alla SUA PARTECIPATA VERITAS di risparmiare SULLA SPESA DEL PERSONALE e NON SOLO.

In una città dove aumentano gli alberghi e quindi il turismo anche in alloggi, ci sarebbe il bisogno del porta a porta anche di DOMENICA come funzionava un tempo, ma anche di studiare una seconda opportunità, le persone escono presto al mattino ed i condominii come detto sopra, non sono più quelli di un tempo, non sono più controllati da chi ci abita, si aggiunge anche il pericolo furti, nel mio condominio tanto per dire, trovo spesso la porta aperta.

Con tutta la disoccupazione GIOVANILE a cui LEI PROMETTE POSTI DI LAVORO e che potrebbe lavorare alla domenica, oppure giriamola, arruolando personale “socialmente utile” oppure arruolandolo da una agenzia interinale, che così costa meno, tanto Sindaco, lei con tutti i consulenti che ha certamente volendo una soluzione la trova, VOLENDO!

E invece niente, IL COMUNE di VENEZIA, VOGLIO posso e pretendo di educare TUTTI, residenti e turisti a magnarse le scoasse, perché anche per la città non è che di cestoni si abbondi, costa troppo alla VERITAS che incassa e non rende quanto dovrebbe. Di CESTONI sparsi per la città ne trovi tanti a Piazzale Roma tutti vicini (par la gente che vede) ma, vatti a fare una camminata per Strada Nuova o per Fondamenta della Misericordia fino alla Fondamente della Croce, contateli!

Insomma Sindaco Brugnaro Luigi, la plebe fa il suo sforzo, ma le ricordo PAGA!, e pretende quale popolo SOVRANO (?????) DI AVERNE RISCONTRO. Considerato che Lei sostiene che la città ha ripreso la sua credibilità (dove no ghe rivo a capirlo), e il suo decoro, le ricordo che anca le scoasse che VERITAS lascia nelle nostre case, sono una forma di DECORO, RISPETTO E SOPRATTUTTO DI SALUTE PUBBLICA! Io con i rifiuti in case maleodoranti e putrefatti da giorni mi posso AMMALARE, ancora una volta, per i pochi anni che rimangono ai residenti di questa ormai città morta, uno sforzo in più!

Bona Magnada ai cittadini di Venezia e BUON NATALE, un saluto al Sindaco di Venezia che si scrolla tutto dalle spalle a cui non serve il Buon Natale, per lui è Natale TUTTI I GIORNI!

Patrizia Pensa

Riproduzione Riservata.

 

20 persone hanno commentato questa notizia

  1. Cittadina Veneziana 4 gennaio 2018 at 21:14

    Non commento più, lei è un Signor Nessuno, non vedo perché dovrei sprecare il mio tempo con lei. Buon anno.
    E’ vero non sono il Sig. Nessuno,ma io le immondizie le tengo a casa aspettando il netturbino.Buon Anno anche a Lei Cittadina veneziana mi saluti robespiarre.

  2. Ormai sono i cittadini che devono fare il lavoro degli spazzini/operatori ecologici, andando in giro per la città con i sacchetti di immondizie in mano. L’unica città al mondo che obbliga i cittadini a oneri continui senza dar più nulla in cambio, e poi si chiedono perché la città sta morendo?! I cittadini non sono pagati per occuparsi in prima persona della spazzatura, ma almeno le tasse sui rifiuti le ridurrete?!

    • Cannaregio, rifiuti appesi o in calle. In tanti si scordano di gettare i sacchetti
      Strada Nuova in ordine ma vecchie abitudini nelle calli. I residenti: «L’unica soluzione sarebbe togliere i ganci»di Nadia de Lazzari

      VENEZIA. La Strada Nuova ha un aspetto pulito e non si vede l’ombra di un sacchetto delle immondizie ma passeggiando nel dedalo di calli e campielli i rifiuti abbandonati sono davvero troppi. A Cannaregio il nuovo sistema di autoconferimento dei rifiuti e dei materiali differenziati stenta a decollare: ora i più restii sono i residenti perché, dopo le difficoltà dei primi giorni, gli albergatori, i ristoratori e i negozianti si sono organizzati prendendo accordi con gli operatori ecologici Veritas.
      La raccolta differenziata dei rifiuti “porta a porta” qui è iniziata lo scorso 19 dicembre: da quella data è vietato abbandonare i sacchetti su suolo pubblico, anche vicino alla porta di casa o appenderli al muro. «La prima settimana faremo solo controlli e non ci saranno multe degli ispettori ambientali, poi andremo a caccia dei furbetti e ci sarà tolleranza zero. Per chi non rispetterà le indicazioni partirà una multa di 167 euro», avevano avvertito i vertici di Veritas. Il periodo di rodaggio è passato ma i rifiuti continuano ad essere lasciati per strada: sono banchetti en plein air per topi, gabbiani e piccioni che senza sforzo fanno festa. Le scene quotidiane sotto gli occhi di tutti: per rendersene conto basta fare un giro mattiniero nel sestiere. All’altezza di San Marcuola calle Larga Vendramin – porta dritta al Casinò – è un susseguirsi di ganci di ferro usati dai veneziani per appendere i sacchetti.

      Qualche residente brontola e domanda: «Qui è sempre così, è una discarica a cielo aperto. I gabbiani piombano sui sacchetti e con il becco sparpagliano i rifiuti, poi arrivano i colombi e i ratti. Cosa aspetta Veritas a staccare dal muro questi ganci?». Sacchi sospesi anche al Ramo del Cristo. Girato l’angolo, in calle Erizzo, si notano per terra tre sacchetti neri di plastica: sono aperti e contengono cartoni della pizza d’asporto. «Addirittura oggi (ieri, ndr) è giorno di raccolta differenziata per il vetro, la plastica, le lattine non per la carta», sbotta arrabbiato un vicino. In corte Erizzo qualcuno ha perfino abbandonato un sacco con un mucchio di ghiaia. Altri rifiuti appoggiati al muro si trovano in calle Tornielli e in calle Volto Santo. Nel frattempo dalle 6,30 nei campi Santa Fosca e Santi Apostoli i residenti si recano direttamente alle barche ormeggiate dotate di compattatori a doppia camera. Un operatore Veritas annota soddisfatto: «Prima facevo due barche al giorno, ora ne faccio nove, ciò significa che la gente sta imparando e soprattutto fa la raccolta differenziata». «Vedo Venezia più pulita ma invito a segnalare chi non rispetta le regole», dice la signora Francesca Pinzan Tamburini. Con passo frettoloso arriva Hassan Barati, originario dell’Afghanistan: «Lavoro in un ristorante e trovo che questo nuovo sistema funzioni bene».
      Nel sotoportego del Magazen qualcuno ha lasciato un ammasso di cellophane. «Sappiamo chi l’ha lasciato; sono i trasportatori delle barche che quando scaricano le bibite o altro poi si liberano della plastica», precisano alcuni residenti. Nei pressi delle Fondamenta Nuove ci si imbatte in altri sacchetti appesi: in calle Venier e anche in corte de la Carità. Gli operatori ecologici non ne possono più: «Continuiamo ad informare i nostri responsabili che a loro volta fanno la comunicazione agli ispettori ambientali». Ma in quei luoghi, dal 19 dicembre, non è cambiato nulla. Chiunque può collaborare a tenere pulita Venezia segnalando eventuali trasgressioni al numero verde 800.466.466 di Veritas.

  3. Quello che intendo sottolineare io, è che non tutti hanno la vita scandita da orari regolari o possono trovarsi in casa al momento del passaggio della raccolta. I ritmi di vita di un’intera cittadinanza sono i più vari. Alcuni esempi: città universitaria, gli studenti che tornano a casa il venerdì pomeriggio ed hanno necessità di buttare l’immondizia, le persone che escono presto per il lavoro, altri che partono per un viaggio che sia di lavoro o di piacere, nel pomeriggio o verso sera. E questo che deve tener conto chi si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti. Ho visto con i miei occhi alle ore 22 “uomini vestiti di blu con guanti monouso e torcia frugare in un sacchetto, chiaramente cercavano dati identificati di chi l’aveva messo lì, chiarò che sono stati mandati per uno scopo ben preciso, il sindaco l’ha detto “scoveremo i furbetti”. Furbetto un corno! Non dare altre alternative vuol dire creare situazioni “fuori legge”, chi NON NE VUOL TENERE CONTO, lo fà esclusivamente per uso propagandistico:

    • Aria fritta,le immondizie non si devono depositare sulla pubblica via,punto. Ho visto con i miei occhi depositare i sacchi davanti alle porte di altre persone vicini di casa,e quando mi sono permesso di dire loro che così non va bene mi hanno risposto : ” pensa ai fatti tuoi” ( non proprio in questi termini ).Questi non sono furbetti ma dei gran maleducati che non capiscono che a Venezia ci sono più pantegane che residenti ,e sono loro che le alimentano con i loro rifiuti abbandonati.Le persone che escono presto al mattino possono portare alla barca i loro regali.E poi chi ha detto che bisogna per forza essere democratici ? abbiamo visto come hanno funzionato le cose negli ultimi 30 anni grazie ai falsi DEMOCRATICI di sinistra.Buon lavoro Luigi.

  4. signor Pasquino, dimenticavo….visto che sono dipendente del Comune di Venezia, dica cortesemente al Comune stesso di mandarmi gli stipendi e adesso la tredicesima mensilità, perchè non vedo centesimi versati nel mio conto corrente, se e come dice lei, è roba mia e li pretendo. Buone Feste!

  5. Signor Pasquino, almeno a Natale, non dica frignacce. Io non sono dipendente del Comune di Venezia, e comunque, se le va di si la faccio contento, le sue convinzioni non sono importanti e personlmente non cambiano le cose reali, non confonda il reale con il passato, quello che trova in Google è cosa vecchia. Questo non cambia niente, il dente avvelenato con questo sindaco ce l’ha il mondo di chi vede o cerca di vedere le cose a 360 gradi, il reale è quello che ho scritto, se poi le va di bere tutto quello che dice il sindaco di Venezia, brindi pure. CIN-CIN e tanti auguri!

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