Pubblicato nel 1876, ma grazie a Fazi Editore, ritornato alla luce, ”Daniel Deronda” (pagg.950, €20,00) è l’ultimo, brillante romanzo di George Eliot (pseudonimo della celebre autrice inglese Mary Anne Evans) ed offre uno dei ritratti più arguti e feroci della politica e dell’imperialismo di età vittoriana: dalla discriminazione sessuale e razziale, alla tolleranza religiosa e del pregiudizio.

Daniel Deronda è il protagonista fil rouge, un giovane benestante, la cui natura sensibile e altruista lo spinge ad aiutare chiunque intorno a lui si trovi in difficoltà: dalle sponde del Tamigi fino a un piccolo negozio di antiquariato, ed è così che incontra la spocchiosa Gwendolen, la giovane Mirah ed il saggio Mordecai. Tra coincidenze ed eventi mondani, le loro vite si intrecciano a quella di Deronda, che cercherà di risollevare le loro sorti e che ne verrà a sua volta inaspettatamente trasformato. Affidato fin da piccolo a Sir Hugo Mallinger, Daniel non ha mai saputo chi fossero i suoi genitori biologici, ma un incontro accidentale getterà nuova luce sulle sue origini. Quello però, non sarà l’unico intrigo e mistero di questo sensazionale romanzo di formazione.

George Eliot, una maschera, un nome maschile affinché il libro scritto da una donna potesse essere pubblicato, nel suo Daniel Deronda affronta temi molto importanti per l’epoca storica in cui è stato scritto: sionismo, razza, matrimonio, pregiudizi. Ed è per questo che suscitò molto scalpore.

Attraverso una variegata galleria di personaggi umani, l’autrice riesce ad affrontare, senza peli sulla lingua, temi molto delicati, dimostrando però di saperci fare con le parole, ma soprattutto con i toni: si passa spesso dall’indagine morale ad un tono più satirico, passando per momenti di romanticismo e tensione sessuale.

I vari personaggi che compongono la storia porteranno il protagonista in un viaggio nella consapevolezza di sé e verso un’insperata felicità, ma affronteranno essi stessi molte prove, dolori, dissapori e dilemmi morali. Il lettore si ritrova immediatamente a far parte di quel microcosmo immerso nella campagna inglese, ma anche a stretto contatto con la malinconia, le sofferenze e gli obblighi morali dei personaggi che lo compongono.

George Eliot dà una descrizione dettagliata di qualsiasi ambiente, atmosfera, uomo e donna, ognuno con le sue particolarità, facendo vivere il lettore in quel periodo vittoriano e allo stesso tempo facendolo riflettere su temi importanti come l’antisemitismo e i pregiudizi, fil rouge di questo intrigante, anche se lungo, romanzo di fine Ottocento.

Una lettura estiva, sicuramente non leggera, a metà tra un libro di Jane Austen e un romanzo filosofico-religioso. Ai più potrebbe non essere gradito, proprio per questi motivi, ma chi arriverà alla fine né sarà degnamente ricompensato!

Alice Bianco

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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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